Io in dieci righe: Andrea Zarrilli

Ho trascorso l’infanzia tra edera, ruderi, chiesette e animali, in un piccolo paese dell’entroterra irpino. Mia madre dice che fin da bambino leggevo i miti e già a tre anni conoscevo centinaia di preghiere a memoria, ma le recitavo solo in cambio di duemila lire. Crescendo ho incontrato molti luoghi e molte città, eppure conservo tante delle antiche abitudini di paese e un accento indecifrabile. Ho continuato per anni ad amare le chiese, ma ho imparato a cercare il sacro altrove. Ho un cane, Leo, che è questo e molto di più. Ogni giorno mi insegna a sentire il mondo con le sue zampe. Ci siamo separati per un solo anno della sua vita, durante il quale ho esplorato l’Amazzonia, e ci è sembrato un tempo infinito. Antropollo più che antropologo, a 31 anni studio, lavoro, suono e resto a galla. Precario è il mondo e i suoi abitanti.