Un racconto può salvarti la vita

Piera Maccagnani
(Italia)

U N   R A C C O N T O   P U O’   S A L V A R T I L A  V I T A

Il vicolo angusto e buio si apre davanti agli occhi d’Emma. Dietro di lei un parcheggio d’auto e davanti la luce tenue di un lampioncino. Alla fine casa sua. “Cosa faccio? Vado o non vado? Certo il luogo a quest’ora non è invitante, ma del resto l’ho percorso un’infinità  di altre volte e allora? Stasera sono un tantino brilla e stanca morta. Non mi va di fare il giro lungo. Mi sento un po’ cappuccetto rosso nel bosco. Vado si! Vado. Del resto non posso pretendere che un’amica mi accompagni fin sotto casa e poi lei che fa? I maschi stasera si sono defilati. Si! D’accordo si parla tanto di stare all’erta, di non uscire da soli e di evitare luoghi deserti specie alle 3 di mattina ma… io vado speriamo bene. Non ho scelta.” Si butta Emma a passo sostenuto tenendo ben salda la borsa. La lunghezza di quella strada è chilometrica e come se la facesse per la prima volta. Non si è neppure accorta del cassonetto della spazzatura. Rischia di finirci addosso, tanto tiene la testa bassa. Conta perfino i suoi passi, ma ancora non si vede la fine di quella maledetta strada. Un sabato sera di luglio e sono tutti fuori città ; quando si dice neanche un cane! Tutto questo terrorismo è esagerato e poi perché mai una ragazza non può avere più la libertà  di uscire da sola? Pensieri che si fanno.

Arriva finalmente sotto casa dopo aver sprecato tutte le sue energie a pensare e ripensare al peggio. “Che scema sono. Eccomi al sicuro ed ora a me le chiavi. Ho le gambe a pezzi e tutto per cosa? Sono troppo pessimista. Devo avere più fiducia nel prossimo”

Apre la borsa Emma. Una mano dentro ed ecco le chiavi subito pronte. “E questo? Ah! Il libro di Giada. Lo leggerò. Fammi vedere un po’ il titolo e la copertina. Interessante. Un racconto può salvarti la vita. Sarà …” Apre la porta frettolosamente ed entra. “Che buio. Dove sta la luce? Ah! Ecco l’interruttore… Una spinta improvvisa la manda a sbattere contro il muro. Stringe il libro al petto come per chiudersi al terrore che sente alle sue spalle. “Che diavolo succede? Vuoi vedere che sta capitando anche a me! Puoi essere preparata finché vuoi ma quando ti trovi, cavolo, che fai?” Le reazioni sono davvero imprevedibili e quelle spontanee le migliori in assoluto… se sei fortunato. Emma non vede niente. Sente solo le mani di qualcuno che la spingono ancora contro il muro e una tenta di serrarle la bocca.”. Dio mio che cosa faccio?” Ad un tratto si accorge del grosso pesante libro stretto disperatamente al petto e con tutta la sua forza, rabbia lo scaglia all’indietro. Un urlo e un tonfo. Si volta incredula e tremante di paura. Al buio non distingue che una sagoma grande scura a terra. Accende la luce. “Chi sei stronzo?” Ora soltanto realizza tutto. E’ sconvolta. Vorrebbe scagliarsi contro quel verme e pestarlo. Fugge invece e si rifugia in casa ma la paura non passa. Fa una telefonata e attende con angoscia che il suono del campanello la liberi completamente da quel brutto incubo. “Grazie Giada non solo un racconto può salvarti la vita, Anche un libro”