Distance mail

Daniela Karewicz
(Polonia)

D I S T A N C E   M A I L

La tua mano

e la mia

che non si sfiorano

mai.

Il tuo sguardo

e il mio

che non si incontrano

mai.

Il tuo pensiero

e il mio

che si cercano

nel silenzio della parola.

Con

semplice sfogo del cuore

la tua mente

e la mia

si tingono di colori

per affondare

nella nostra spiritualità

per passeggiare

sul

limpido manto verde dell’anima

in ascolto

di noi stessi.

Quando cominci a far corrispondenza con qualche sconosciuto, lasci galoppare la fantasia e immagini che dall’altra parte del computer si trovi l’uomo dei tuoi sogni. Quando, dopo le prime banali frasi ti convinci che lui potrebbe essere veramente quello giusto, perché anche lui appartiene al tuo mondo, perché E’ intelligente e sensibile, inventi le strategie, le tue armi di seduzione esplodono. Ti perdi nelle speranze e avvii a stuzzicarlo, provocarlo… e così cominciate a raccontarvi il passato, scambiare le idee, alla fine condividete situazioni accadute recentemente. Raccontate voi stessi…vi toccate l’anima. Scrivete il copione della vostra vita. Tu fai danzare le parole, diventi la prima ballerina. La magia delle mail vi insidia.

” Le mie poesie raccontano me”.

Scrivi timidamente e poi confessi:

” Mi sento sola, il senso dell’abbandono E’ atroce. Senti questa…”

…troppo a lungo

il sentiero dell’abbandono

ci fa vagare

…troppo a lungo

la pioggia del pensiero

ci fa lacrimare

…troppo a lungo

il gelo della solitudine

ci fa tremare

Contemplo

un bocciolo di rosa

che freme sotto il peso

di una goccia di rugiada

…troppo a lungo

ci fa sperare.

Mandi anche questa, a sorpresa, giusto per incoraggiarlo un po’.

Vorrei guardarti dormire

entrare nei tuoi sogni

per arrivare insieme

alla tua più grande paura,

rannicchiarmi accanto a te

sussurrati una parola

che ti difenda

dalle ombre oscure,

confortarti nella gelida notte

e sfiorare il tuo respiro

farlo entrare in me

per poterlo scaldare…

Guidarti mentre Sali

i gradini dell’arcobaleno

per aiutarti a cambiare

i colori dei tuoi sogni.

Vorrei guardarti dormire…

Per fare la vittima, che fa sempre effetto, decidi di mandare qualcosa di ancora più profondo…

Affondo

lo sguardo nella vita

e guardo i pensieri

che altri

hanno pensato

…l’amore non amato

…l’odio non odiato

Spaventoso

il silenzio dei cuori.

Tutto tace intorno.

E io mi trovo li

in solitudine

in mezzo a quel

silenzio di perfidia.

Stanca

della realtà

fremo di fantasia.

I sogni

offuscano la mia mente.

Mente ondeggiante

che mi fa andare

lontano…

Affondo

nei miraggi

velati

della loro bellezza.

Finalmente lui si scioglie e ribadisce:

“Ti mando i miei testi”

Ma va!

Arrivano decine di pagine di racconti vari e poesie disgustosamente sdolcinate…

Perfetto.

Preso!

Leggi, incantata, tutto quanto.

“Bravissimo sei, complimenti davvero”

Non ti importa del contenuto, ti piace tutto di lui, bevi ogni sua parola, non riesci ad essere obiettiva.

Attendi le sue mail con ansia, quando arrivano ti batte forte il cuore, sei in estasi.

Tieni il computer sempre acceso.

E’ arrivato il fanciullesco momento di scambiarsi le fotografie. Caspita. Scegli con cura quelle più belle. Che importa se E’ di qualche anno fa quando avevi qualche chilo di meno.

E’ vero, lui ti ha fatto capire che sogna una donna perfetta.

“Sono un esteta, non mi piacciono le donne trascurate con le unghie sporche o i capelli unti”.

Mah!

Arriva anche la sua foto. Non pretendi mica Brad Pitt. Coraggiosamente apri file e ti sorprendi quanto sei comprensiva. Che importa quella ruga di troppo, la calvizie estesa o il naso così grande. Ti aggrappi a quello sguardo, che vedi tanto profondo, e sospiri

“In fondo E’ l’anima che conta”.

Lo metti sul desktop e lo guardi teneramente negli occhi nascosti dietro gli occhiali offuscati. Ah, questi occhiali lo rendono così intellettuale e misterioso.

E quando mandi

Sono dentro di te

nel tuo profondo

dentro i tuoi silenzi

…senza parole.

Sono dentro di me.

Inerme e possente

senza limiti

vibro, volo, sento

respiro.

Tocco l’anima

mi ascolto

…corri con me.

ti mangi le unghie nell’attesa della risposta.

Non riesci a crederci, quando arriva

“Chissà  se ci vedremo un giorno”.

Euforica, rispondi subito

“Perché no, chiamami se vuoi”

Ti sorprende con una voce strillante e sgradevole. Balbetta e non finisce le frasi, perde spesso il filo del discorso. Felice ed emozionata, lo giustifichi.

“Che carino, un’anima così sensibile non può sostenere l’imbarazzo del primo contatto al telefono”.

La vostra, comincia ad essere una storia.

Ti abitui alla sua disordinata dialettica, alle sue battute a volte a sproposito. Quel fastidioso timbro della sua voce che penetra il tuo orecchio ogni volta che lo chiami ti sembra un canto d’amore.

Vi parlate, vi scrivete, entrate in confidenza.

Si! Ci siamo!

Sicura di te, cominci a delineare la tua piccola dimensione personale.

Giusto che lui sappia come sei veramente, anche se qualcosa ti dice che agli uomini, in particolar modo quelli meridionali come lui, non piacciono le donne troppo intraprendenti.

Infatti, questa poesia non riceve nessun commento.

Come una piuma

svolazzo senza sosta

inseguendo l’oltre,

sempre più in là

più in là …oltre …ancora.

Sorvolo l’infinito

senza pormi confini.

Dell’ampio mi soddisfo.

Del vasto mi compiaccio.

Dispersa nell’immane

conservo con vanto

l’indipendenza

della mia solitudine.

Come

una piuma alata del tutto

creo nell’immenso

la scia della libertà .

Ti impaurisci un po’. E se lo perdi?

Ma no… dopo tutto quello che vi siete scritti e detti, dopo tutte le poesie dedicate a te, colme di dolci baci sulla tua bocca rosea…

Gli mandi un’altra mail che forse potrebbe riscattarti. Giochi con le parole, sfavilli, sei in estasi…

Quanti colori scintillanti.

Quanti riflessi vaganti

…sceglierne uno.

Come giocano le sfumature nostalgiche.

Come sfavillano le tonalità  diaboliche.

…quel raggio vibrante

sono io.

Se mi vuoi catturare

forse ci riuscirai

un giorno.

Se mi vuoi fermare

forse mi raggiungerai

un giorno.

Nella magia dei bagliori

niente E’ più inebriante di fantasticare

libera di limiti e linee immaginarie

sogno di brillare.

Un giorno

in un baleno

qualcuno mi ha ammaliato

qualcuno mi ha annebbiato.

e

non splendo più

non vibro più.

Avrà  solo l’egoismo

di chi vuole limitarmi

dove sboccia il pensiero.

Silenzio. Non risponde. Che succede?

Non E’ possibile. Un uomo aperto come lui non può non capire una donna moderna, indipendente, quella che si arrangia da sola e affronta la vita con la testa alta, che ama il prossimo.

Ti rendi conto che, di solito, gli uomini preferiscono le donnine deboli, sottomesse e compiacenti.

Tu non sei niente di tutto ciò, tu sei una battagliera, mangi la vita, tiri fuori le unghie. Sei socialmente attiva, combatti per la giustizia, cerchi di cambiare il mondo.

Lui di sicuro lo apprezza, perché lui E’ speciale. Non può essere altrimenti!

E’ vero che a volte racconta dei suoi risentimenti verso parenti o vicini.

“Tutti sono deficienti, odio tutti. Da anni vivo al nord e nessuno mi accetta. Qui mi sento sempre un estraneo” – si sfoga, perdendo il fiato nel rabbioso affanno.

Con fatica, cerchi di spiegargli che troppe sono le rigidità  con cui affrontiamo la vita, troppi gli inutili blocchi, i divieti talvolta irrazionali.

Inutile.

L’odio fa parte di lui. Ti senti un po’ delusa, perché quel lato del suo carattere non ti piace. Fa niente! lui E’ solo un eccentrico. Un poeta, uno scrittore. Ha diritto di mostrare qualche diversità , qualche “stravaganza”

Abbagliata da quell’idilliaco amore platonico, perdi il tuo buon senso. La sua immagine che ti sei costruita ti porta fuori della realtà .

Frettolosamente passi alla fase successiva, quella della seduzione.

Fiamma

mi chiamasti una volta… la tua.

Giocavi tra il fuoco dei capelli

eccitando le scintille

che stringevi tra le tue palme.

Rossa

la fiamma ornata di filo d’oro

rosso…il caldo vicino al viso

rossa…la passione che consuma

rosso…l’amore tempestoso.

Parlami

scaldandoti le mani tra i miei capelli

avvolgi al dito una piccola fiamma

ravviva il fuoco di riflessi rossi

aggiungi alla brace i miei caldi ricordi.

Il fuoco

arde in me segretamente

e timidamente rimane costante

…apro il cuore, avvampo di furia

e rischio di mutarmi in cenere grigia.

L’effetto immediato.

“Appena mi organizzo, arrivo”

“Dici davvero?”

E…, come una stupida, domandi

“Cosa dirai in casa”

Che importa che ha moglie e figli. Cavoli suoi come si arrangia.

Tutta agitata, pulisci casa a fondo e pensi alle giornate che ti ha promesso.

Lo attendi con l’ansia di un’adolescente.

” Spiacente, anche questa volta non posso. Lo so, lo so, la terza volta che rimando. Non ti preoccupare. Arrivo. Questa cosa la devo fare.”

La deve fare “questa cosa”.

Boh.

Ti perdi nell’interpretazione di questa frase, non dormi di notte.

Ti senti leggermente delusa. Scrivi due versi e non hai voglia di mandarglieli. Quell’amore, tanto folle E’ intenso quanto delicato e fragile, somiglia ad una farfalla

Appare

delicata

di fragile bellezza.

Veste

folli colori.

Impaziente

sparge polline ovunque

…sulla mente

…sui sogni notturni.

Anche se alla fine annuncia, trionfante, il suo arrivo non hai più quell’eccitante crampo allo stomaco che, solo al suo pensiero, ti prendeva.

L’incontro, così tanto fantasticato, avviene in modo assolutamente banale.

Vi scrutate incuriositi.

Siete un po’ imbarazzati, due baci buttati nell’aria.

Nessun fiore.

Nessun battere del cuore.

Nessuna emozione.

Durante il delizioso pranzetto che hai preparato con cura, vi parlate.

Nessuna magia.

Non ti chiede come te la passi nella vita, se hai bisogno.

Osserva le tue unghie che hai limato accuratamente, i capelli pettinati infinite volte. Scruta le tue rughe intorno agli occhi, mascherate con uno strato spesso di fondotinta e fa scivolare lo sguardo sul tuo corpo ogni volta che ti alzi. Corpo per niente perfetto, anche se martoriato da una guaina per nascondere la pancia e glutei e dal reggiseno imbottito…

Nessun complimento.

Lo scopri nevrotico, rozzo, invadente.

Parla sempre. Di sé, del suo lavoro, delle difficoltà  che ultimamente affronta e ti chiede se nella zona c’E’ possibilità  di qualche aggancio. Lo sa già  che sei una persona importante e arrivata.

“Certo”,

dici con la solita comprensione, felice che ti coinvolga nella sua vita.

“Sarebbe un’idea. Se trovassi un altro lavoro qui, saresti più spesso nella zona e ci potremmo vedere più spesso”

“E, beh, certo, fare ogni volta 400 chilometri per niente sarebbe una follia”

Ti manca il respiro e ti cade il caviale dal cucchiaino.

” Oh, scusami”,

ribadisce con un nervoso tic agli occhi.

“Non volevo dire questo, procurarmi lavoro qui e avere appoggio da te sarebbe come prendere due piccioni con una fava, cioE’…., volevo dire…., mi capisci, la vita E’ quella che E’…

Certo, la vita E’ quella che E’. Forse ricavi anche te qualcosa da questo incontro. Almeno un po’ di buon sesso. Da tanto non frequenti nessuno. Il tuo tempo delle mele E’ passato da almeno mezzo secolo e sei a corto di corteggiatori da un pezzo.

Cominci, però, a renderti conto che lui non E’ per niente attratto da te, non vede in te una donna da amare, da desiderare. Ovviamente cerchi di ignorare questo insidioso sospetto, ma il dubbio ritorna.

Sei troppo intelligente per non capire che sei una preda, una situazione di comodo.

Forse in questa relazione sei stata più in contatto con il tuo sogno di “come potrebbe essere” che con la realtà  dei fatti?

L’incantesimo si spezza.

All’ improvviso la sua voce torna di nuovo irritante e quello sguardo profondo camuffato dagli occhiali nasconde un segreto. Lui E’ orribilmente strabico. Lo sgradevole tic, per niente casuale, continua a persistere. Il largo sorriso rivela i denti scarsi, cariati, di color caffE’ arabico.

Dopo pranzo ti propone un riposino. Vi stendete uno accanto l’altra.

Nessuna emozione.

Nessun bacio.

Ti domandi

“Cosa ci fa quel corpo nel mio letto”.

Abbracci con sforzo quella massa di ciccia cosi grezza.

“Farà  mai la doccia? E quel fiato…”

Chiudi gli occhi e cerchi di riportare le sensazioni di tutti i magnifici momenti fatati vissuti fin ora. Ti ritornano alla mente tutte le speranze scritte, le aspettative…

Lo stringi con affetto, forte, forte.

Non risponde, le sue mani nemmeno ti sfiorano.

Ti rendi conto che quel corpo non ti appartiene. Senti su quel corpo l’acuta presenza della moglie. Volano via canottiera e calzini lavati da lei e sai di non avere nessun diritto su di lui. Senti agonizzare questo amore così immenso, così profondo…così immaginario.

Ti preme con frettolosa furia e uno strillato e nevrastenico orgasmo ti riporta alla realtà .

“Già  fattooo?” – commenti sbalordita.

Si alza di scatto

” Sai, sono di fretta, mi aspetta un lungo viaggio di ritorno”.

“Come, ho preparato un romantico programma per noi due, ti volevo far vedere i luoghi dove vivo, non rimani a cena?”

“Ti chiamo appena arrivato a casa”

“Bene, mandami una mail domani”

“Certo, certo”

risponde quasi seccato, levandoti le braccia dal suo collo.

” Ti lascio il mio curriculum. Se trovi qualcosa, fammi sapere.”

Con le mani tremanti tiri fuori duecento euro per la benzina, perché non ha più soldi in contanti.

Monta in macchina e sai che non lo vedrai mai più.

Insieme al suo disgustoso corpo e volgare atteggiamento porta via tutti i tuoi sogni, speranze, illusioni. La vostra virtuale empatia va in tilt.

Perché, una volte iniziate, E’ cosi difficile interrompere queste relazioni, rinunciare al partner che ci sta trascinando nei vortice di una danza dolorosa e distruttiva.

Anche se ti senti messa in un angolo remoto della sua vita, ti piazzi davanti al computer e attendi invano almeno una riga.

Lo chiami ancora qualche volta e tanto delusa quanto indifferente, torni presto su internet.

La freccia del mouse ti conduce di nuovo sul sito dei cuori solitari.

Componi una nuova poesia…

Come una farfalla, scaraventata

dalla raffica dell’avventura

percorro tutto il mondo

per perdermi

per ritrovarmi

e

per aprire

il mio cuore

i miei occhi

per ritornare giovane pazza

per rallentare il tempo

per farmi ingannare

e

per innamorarmi di nuovo.