Tratto da: Gazzetta di Mantova 26 Ottobre 2003
GLI STUDENTI PARLANO DI IMMIGRAZIONE CON IL GIORNALISTA GIAN ANTONIO STELLA
Altro che 'zii d'America' ricchi e vincenti: a metterci di fronte all'evidenza del nostro passato di emigranti e a confutare lo stereotipo degli "immigranti che ci rubano il lavoro" è sufficiente una sola fotografia, uno scatto ingiallito dal tempo che ritrae il tragico naufragio di una nave carica di italiani e stipata di sogni in rotta verso il Nuovo Mondo, agli inizi del secolo scorso. Un'immagine indistinguibile, nella sua crudezza, dalle agghiaccianti sequenze al largo di Lampedusa. Identici gli sguardi carichi di terrore dei soppravvisuti, diversi i volti su cui è dipinta la disperazione: ieri gli italiani, oggi i somali. La memoria del nostro passato di emigranti, fatto anche di ombre e di vergogna,si è sovrapposta al racconto degli immigrati di oggi nelle parole di Gian Antonio Stella, giornalista e autore del libro 'L'Orda. Quando gli albanesi eravamo noi' e di Saidoy Moussa Ba, autore del romanzo 'La Promessa di Hamadi'. Ieri mattina i due scrittori hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori di Mantova all'Ariston, nel corso di un'iniziativa dedicata alla 'letteratura della emigrazione-migrazione'.
L'incontro è stato promosso dall'Assessorato alle politiche sociali della Provincia insieme al Centro di educazione interculturale e all'associazione Ekseamp;Tra, organizzatrice dell'omonimo premio di letteratura migrante.
Igor Cipollina