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Parole Migranti

Notizie


I libri "Desejo" e "Borgo Farfalla" segnalati al Premio Popoli in cammino
Festa Unità Nazionale Pesaro


[ articolo su italiaestera.net      -   recensioni e biografie su dsonile.it ]

Assegnato il Premio “Popoli in Cammino” istituito dalla Festa Nazionale de l’Unità.
Data: Friday, 15 September @ 18:00:00 CEST
Fonte: Italiaestera.net

PESARO, 15 SET. (Italia Estera) - Sono Jarmlla Ockayova e Laila Wadia le vincitrici dell’edizione 2006 del Premio Popoli in Cammino, istituito dalla Festa Nazionale de l’Unità.
La giuria, che si è riunita lo scorso lunedì 11 settembre, dopo aver esaminato le opere dei ventisette autori in concorso, ha assegnato alla slovacca Ockayova il premio “opera edita” per il romanzo Occhio a Pinocchio, della Cosmo Jannone Editore (2006, pp. 190).
Il primo premio “opera inedita”, invece, è andato alla scrittrice indiana Laila Wadia per il romanzo Via Ungaretti. La giuria ha voluto inoltre sottolineare il valore complessivo, per qualità e quantità, delle opere in concorso, sia edite che inedite, e ringraziare i ventisette autori che hanno partecipato a questa terza edizione del Premio.
In modo particolare la Giuria ha evidenziato le opere edite di Mihai Mircea Butcovan, specialmente la sua raccolta di poesia Borgo farfalla – luogo importante per le trasformazioni della lingua italiana – e di Rosana Crispin, Costa Desejo, raccolta di poesie inno alla libertà di tutti per tutti.
Tra gli inediti la Giuria ha espresso il proprio apprezzamento per le opere dell’albanese Ron Kubati, già vincitore di questo stesso premio nella sua prima edizione, e dell’altro albanese Artur Spanjolli, autori entrambi con una particolare sensibilità per la lingua italiana.
Sul sito www.dsonline.it sono pubblicate notizie sulle opere e sugli autori che hanno partecipato al premio, che verrà consegnato alla Festa nazionale de l’Unità di Pesaro, il prossimo 16 settembre, presso lo spazio libreria Garcia Lorca, alle ore 20:00. Durante la cerimonia di premiazione verranno letti brani delle opere segnalate.

Jarmilla Ockayova nata in Slovacchia, vive in Italia dal 1974. Ockayova ha pubblicato in lingua italiana tre romanzi per l'editore milanese Baldini & Castoldi, Verrà la vita e avrà i tuoi occhi (1995), L'essenziale è invisibile agli occhi (1997) e Requiem per tre padri (1998), oltre ad un racconto lungo Appuntamenti nel bosco (1998, Trieste, Edizioni EL). Molto importante per la sua stessa immaginazione letteraria è la traduzione della raccolta delle antiche fiabe slovacche compilata da Pavol Dobsinsky (Il re del tempo e altre fiabe slovacche, Palermo, Sellerio, 1988).
Con questo quarto romanzo Occhio a Pinocchio (2006) la scrittrice si cimenta con una riscrittura della favola di Collodi dal punto di vista del suo protagonista, Pinocchio, che vivendo un vero e proprio viaggio iniziatico traduce in prima persona la propria storia, rivelandone retroscena sconosciuti ai lettori, abituali frequentatori del capolavoro collodiano. Nella storia di Pinocchio si cela quella della condizione umana, ed è per questo che svelate le illusioni della maschera del personaggio, privati dallo sguardo indiretto della letteratura e dai sogni della favola, una volta terminata la lettura di questo nuovo Pinocchio resta tra le mani ad ognuno di noi la nuda responsabiltà della propria libertà.
Come gran parte degli scrittori migranti che eleggono quale lingua letteraria quella del paese di arrivo, Ockayova appare intendere ancora una volta l’uso dell’italiano come un modo per evitare l’autoisolamento interiore e soprattutto come un'occasione giocata anche sul piano letterario e finalizzata alla elaborazione di un modello culturale dell’identità basato sulla positività della diversità.

Laila Wadia è di origine indiana e vive a Trieste. Il romanzo della Wadia è un vivace ritratto e ironico di una piccola comunità di migranti da vari paesi alle prese con il problema della integrazione intesa come costruzione di una rete interpersonale, di amicizia, di assunzione della difficoltà del vivere degli altri. Tra questi anche un italiano che si fa ambasciatore della poesia italiana, insegnando alla piccola indiana – la primavera della sua vita – le poesie di Ungaretti e di Saba. (Italia Estera)


18 Settembre 2006
Recensioni e biografie degli autori
fonte: DsOnline.it

Amara Lakhous
Scontro di Civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (ed. e/o)

Nato ad Algeri nel 1970, vive a Roma dal 1955. E’ laureato in Filosofia all’Università di Algeri e in Antropologia Culturale alla Sapienza di Roma.
Questo romanzo è una sapiente e irresistibile miscela di satira, di costume e romanzo giallo imperniato su una scoppiettante polifonia dialettale.

Lorenzo Cimino
Sogni e forme con artista – Poesie (ed. Del leone 2004 pp. 38)

Nato a Trani (Ba).Iscritto alla SIAE dal 1993. Su invito dei rispettivi curatori, ha contribuito con le sue liriche a varie antologie di poesia. Ha pubblicato quattro volumi di poesie. Primo premio per la poesia edita al “Città di Leonforte”. La poesia di Cimino si articola entro motivazioni etico-visionarie. La realtà in assoluto: se la parola poetica è, l’atto demiurgico della nominazione del mondo, dell’universo visibile e insieme interiore, sogno, e metamorfica e in leggibile forma. L’angoscia della ragione viene superata dall’ estasiata visione del contesto vitale. Tutto ciò non significa che il passaggio oltre il valico assicuri una certezza indifferente o scioccamente arrischiata.

Aldo C. Marturano
Andrea deve morire “Viaggio storico nel medioevo russo” (ed. Atena 2004, pp. 206)

Nato a Taranto, ha studiato nelle Università di Bari, di Pavia ed infine di Amburgo, dove ha concluso i suoi corsi di laurea in chimica industriale. Appassionato di storia medievale, ha approfondito lo studio del russo a Mosca, presso il celebre Istituto Pushkin e da quel momento ha potenziato la conoscenza del Medioevo Russo, epoca mirabile pressoché sconosciuta ad occidente, ponendosi alla ribalta come uno dei più importanti conoscitori europei del Medioevo Russo.

Mihai Mircea Butcovan
Borgo farfalla (ed. Eks&Tra 2006 pp. 98)

nato nel 1969 a Oradea, in Transilvania, Romania. Vive in Italia a Sesto S.Giovanni e lavora a Milano come educatore professionale nell’ambito del recupero dei tossicodipendenti. La poesia di Butcovan ridisegna figure di nomadi, sospinti lontano dalla lingua madre, chiamati ad interrogarsi sulla possibile traduzione della propria storia. Richiami frequenti a Ungaretti.
 
Poesia Auschwitz:
Brucio per l’immenso/e vi illumino/ almeno spero.

Poesia Hasta: rosso di sera/la mano nera/sulla
bandiera/eccola la glossa/nero di sera/sulla bandiera/la
mano vera/ecco la rossa.

X extracomunitario: l’ignoranza
è la proporzione tra l’anagrafe/ed il sapere.
Ben vieni:
amico/domani ti farò assaggiare un involtino/del mio
passato.

Bugie del Nord: non andrò via/qui vissi la mia
seconda infanzia/giocando con i congiuntivi/in riva al Po.
Permesso di soggiorno, prego.Non riesco a spiegarle
impiegato/ pataffione/ che/ quel pezzo di carta/per me/ è
poema Badante .Io sono mia/ Tu non puoi darmi/ foglio
di via/Perché io nacqui lacedemone/ io sono rupe/ e
montagna e storia e coraggio/ di fronte/ al tuo
macellabile potere.

Con la raccolta di poesie Borgo Farfalla è vincitore della XII edizione del premio Eks&Tra per scrittori migranti con questa motivazione: “Emergono chiari segnali di maturità linguistica e stilistica, che si esprimono in una vena ludica-parodica,puntuale e sorvegliata,in testi di densità epigrammatica che giocano con la tradizione letteraria italiana da un’ottica straniata”.

Mihai Mircea Butcovan
Allunaggio di un immigrato innamorato (ed.Besa- senza data- pp.110)

Nato nel 1969 a Oradea, in Transilvania, Romania. vive in Italia a Sesto S.Giovanni e lavora a Milano come educatore professionale nell’ambito del recupero dei tossicodipendenti. Questo romanzo è la stralunata avventura d’amore di un migrante ironico e consapevole di sé e della realtà storica e sociale del proprio paese.

Mihai, si innamora di Daisy che è una giovane leghista militante, figli di una ricca famiglia brianzola. La love story, durata diciotto mesi, finisce ovviamente male. Deluso dalla comica e disperata esperienza sentimentale, nella quale ha investito gran parte dei proprio sogni, Mihai, dopo aver ricevuto da Daisy una rocambolesca missiva infarcita di velenose recriminazioni, le risponde con un racconto in forma di diario. Le differenze culturali possono soltanto arricchire. In Transilvania non ci sono soltanto romeni e vampiri. “Io ho imparato l’ungherese nel cortile dai miei compagni di gioco”. Le miei poesie sono cagate? Tu vai in Romania, capisci più di quello che vedi e poi torna a raccontarmi tutto… in romeno. Da quando ho incominciato a pubblicare, a casa di alcuni amici hanno licenziato la cuoca. Ora si mangiano tutti le unghie.

T.F.Brhan
Alida (ed. dell’Arco-2006- pp. 176)

Nato nel 1969 a Zaghir, in Eritrea. In Italia da 1983, laureato in Filosofia all’Università di Firenze, vive e lavora a Prato.
Alida è il suo secondo romanzo. Alida, assiste a un incidente provocato da un camionista, in cui perde la vita un guardiano e non vuole più uscire di casa per andare a scuola, fino a quando non trova la moglie del guardiano e parla con lei. Alida vive in un ambiente chiuso il marito suda, la moglie obbedisce; così è fatta la famiglia, con molti pregiudizi verso le donne, considerate un problema da ricondurre alla ragione a suon di schiaffi. Alida, è effettivamente un problema con la sua ribellione, verso la tradizione e la religione, tanto che la madre deve difenderla dall’accusa di essere posseduta dal diavolo. Alida però, va via di casa, si sposa, ha dei figli ma il suo equilibrio fragile ben presto viene infranto. I figli crescono come due estranei, il mondo è sempre più sbiadito e in casa nessuno più le rivolge la parola.

Ndjock N.Y.Ndjock
Maeba (ed. Kel.lam- 2005- pp. 62)

Questa piccola raccolta di poesie e racconti, presenta degli scenari di genitorialità e alcuni temi fondamentali per la formazione dell’identità individuale e culturale. Vuole inoltre essere un suggerimento per i genitori, affinché non rinuncino al loro ruolo. Indica, senza pretesa di completezza, alcuni argomenti da tenere in considerazione nel lavoro di educazione che interessa anche insegnanti ed educatori che continuano e accompagnano la missione dei genitori. Ascolta con pazienza,ascolta con tenacia, ascolta con umiltà, ascolta con il cervello, ascolta il tuo cuore, ascolta l’universo, comunica con tutto, uccidi la solitudine. Mia madre è entrata nel tempo chiaro della memoria… lascia che tiri fuori ogni filo della mia storia. Esisti,sii, essere è il fondamento del vivere, incontrerai tanta gente che predilige l’avere. Ti amerò male, ti amerò anche al di sotto delle tue aspettative. Non odiare mai nessuno, l’odio è uno spreco di energia.

Miguel Angel Garcia
Il Maestro di Tango (Eks&Tra- 2005- pp.106)

Nato a Buenos Aires, Argentina. Sociologo specializzato in immigrazione. Nel 2001 ha vinto il premio Eks&Tra per scrittori stranieri in lingua italiana con il racconto “Il virus del colore”. Raccoglie racconti scritti tra il 2001 2004. L’autore si è ispirato per luoghi e personaggi dell’immigrazione straniera in Italia. Cittadino per matrimonio, il maestro di tango spagnolo, ebreo, che però respinge la caratteristica religiosa per richiamarsi ad una appartenenza culturale. Ritorna in Argentina saltuariamente, per ritrovare i suoi amici amanti del tango ma si sente un estraneo tra di loro, parlano una lingua che è sempre meno la sua ed è invece influenzata fortemente dall’italiano. Persino il suo modo di ballare è cambiato. Un altro personaggio è di origine polacca, Dariuz che morendo gli lascia una scatola piena di carte, attraverso le quali ricostruisce la sua personalità. Ancora un altro personaggio: un colombiano arrestato mentre tentava di bruciare dei materassi in un deposito di materiali di costruzioni vicino Bologna; nel sistema carcerario italiano trova un destino di violenza e di asservimento all’andrangheta.Tuttavia riesce a sottrarsi a questo destino, grazie all’influenza positiva di un anziano che gli fa studiare la lingua italiana e lo introduce nel mondo dei tipografi.

Rosana C. da Costa
Desejo ( Eks&Tra- 2006- pp. 96)

Nata a S. Paolo del Brasile. Vive da alcuni anni in Italia. E’ stata premiata al concorso Eks&Tra. Le sue poesie sono state raccolte in quattro antologie poetiche. Ha collaborato con radio e televisioni private, realizzando servizi di attualità e costume. La bella voce di R.C. da Costa, pone in modo inconfondibile un luogo noto che tuttavia sovente dimentichiamo. Inni alla libertà dalle regole, convenzioni, razionalità, cultura del peccato e della espiazione che non le appartiene perché figlia dell'Amazzonia che cerca come tutti i poeti di esprimere la poesia del mondo.

Silenzio: il mio silenzio è di marca/lo rispetto….è veramente triste allontanarsi dalla poesia.

Goduria: sono femmina, migrante/indios/selvaggia…/sono il massimo della goduria.

Desejo: io/tu/qualcuno/ poca importanza.

Fuga nell’arte: scrivere è un sollievo/respiro quando finisco e vedo che sono ancora viva/….la valigia è come il mio cane.

Spalla del Cielo: tu non capisci la mia poesia/la usi per ammazzare gli insetti/… la mia poesia fugge per piangere sulla spalla del cielo.

Pancia: sono capricciosa/oggi il mio rame è in piedi/ieri cadeva a pezzi/la donna in me è grande/la regina si sente fragile…

Jarmila Ockayova
Occhio a Pinocchio (ed. Cosmo Iannone-2006- pp. 194)

Nata in Slovacchia, vive in Italia dal 1974. Ha pubblicato racconti e poesie su diverse riviste e volumi antologici della nuova narrativa e poesia della ex Cecoslovacchia. In Italia, oltre a numerosi racconti e saggi, ha pubblicato tre romanzi.
In ascolto da centoventicinque anni e spazientito dalle infinite interpretazioni delle sue avventure, Pinocchio decide di raccontarle in prima persona, di svelare i retroscena della sua storia e la sua visione del mondo degli uomini, che lui attraversa in una sorta di odissea iniziatica. E forse, il nuovo protagonista di questo racconto, è proprio lei, la parola. Che illumina o devasta, fa sognare o annichilire, crea legami , vivifica e riscalda gli affetti, oppure genera avversioni e sopraffazioni, può essere fonte di equivoci e strumento di manipolazioni e di inganni o potenziale di pensiero e di amore, risorsa inesauribile nella ricerca di una pienezza di vita.

Cristiana de Caldas Brito
500 Temporali (ed. Cosmo Iannone- 2006- pp. 194)

Nata a Rio de Janeiro, vive e lavora a Roma.
Fra i tanti protagonisti di questo romanzo, è la pioggia a condurre gli eventi e a cambiare la vita degli abitanti del “morro do Silvestre”. Dove obiezione e redenzione segnano di pari passo uomini e cose.

Leonard Guaci
I grandi occhi del mare (ed. Besa- senza data- pp. 278)

nato a Valona (Albania) nel 1967. Ha iniziato la sua attività letteraria con numerosi scritti sui giornali albanesi. Nel 1990 si trasferisce a Roma, dove vive e lavora.
Mezzo secolo di storia dell’Occidente, visto attraverso la televisione con gli occhi di un gruppo di ragazzi di Valona. Tensione,colpi di scena,ironia,poesia accompagnano costantemente il romanzo, che si legge tutto d’un fiato. Aulona, l’ultima dei 12 figli dei coniugi Cipi unica femmina, è innamorata del mare, tutto per lei aveva i colori del mare e la famiglia incarica Viron, fratello partigiano, di indagare sul motivo di questa passione, intraprendendo un viaggio con la sorella durante il quale le parla delle battaglie e delle vittorie sul nazismo. Tuttavia, un giorno, la bambina scompare e dopo molti giorni di ricerche la trovano su una roccia a contemplare il mare. Gli undici maschi invece, costretti ad un lungo isolamento fisico e morale, guardano la televisione italiana che è la loro finestra sul mondo restando affascinati dalla musica dei cantautori italiani. La loro vita si svolge tra divieti e pesanti minacce da parte di un regime ormai agonizzante che si rivolge persino contro Viron, eroe di guerra caposaldo della nazione.

Simon Diomi
Disintossicarsi dai pregiudizi razziali (snt-pp. 60)

Nato a Kinshasa (Zaire) nel 1945. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche con una tesi sull’unità africana. Ha rivolto il suo interesse e la propria attività di ricerca alle lingue e alla cultura del popolo Bantù. Sta attualmente lavorando alla stesura di un saggio sulla cultura (filosofia, arte, vita sociale,organizzazione economica e politica) della società Bantù con relativa iconografia. Attualmente vive a Prato e con questo volume è alla sua terza esperienza letteraria. Il volume in concorso, è quasi un manuale sulle prospettive antropologiche, attraverso le quali si svolge la vita sociale dell’individuo, entro i confini di uno Stato. Esamina anche il comportamento degli italiani verso gli stranieri: fuori di casa si comportano da non razzisti, mentre in casa fanno il contrario. Razzista è anche chi pensa che mentre un bianco può non sapere quanto fa due più due, a un negro non è consentito. Lamenta inoltre la mancanza degli alloggi che a volte sono meno dignitosi delle capanne di origine. Si riferisce fondamentalmente alla città di Prato il cui Comune non aiuta a sufficienza, a suo dire, gli immigrati che arrivano lì.

Antonio C.Scifo
Sbirciarsi Dentro: fantasie,pensieri e riflessioni di un emigrato (snt - pp. 294)

Questo testo è un miscuglio di fantasie, pensieri e riflessioni che si manifestavano spontaneamente nello scrittore e che lui ha cercato soltanto di scrivere in maniera leggibile.

Rosanna Ambrosi
“Tra due Culture”

Il volume contiene otto lunghe interviste con donne emigrate in Svizzera, di varie età e con destini diversi, di prima e di seconda generazione.

Ron Kubati
Alla ricerca dell’altrimenti (Saggio già pubblicato in Allattati dalla lupa ed. Sinnos- 2006-pp. 12).

Il saggio riguarda fondamentalmente il romanzo dello stesso Kubati M. L’immigrato è altro da odiare – la solidarietà tratta l’immigrato in serie e non da persona singolare. Spetta a lui essere rinchiuso in due categorie: in una gabbia legislativa, in un ghetto economico. La parola d’ordine diventa riscatto: riscatto della sua singolarità….il prezzo da pagare per arrivare ad una condizione di normalità, è venti volte più alto di quello consueto.

INEDITI

Ron Kubati
Indesiderio (pp.15)

Scritto rispondendo ad un invito dell’ETI per la quarta edizione di Autori per Roma la città e il mondo al Teatro Eliseo – adattamento teatrale. Giulia, violentata e uccisa, amica di Roberta altrettanto sbandata della sua amica e impossibilitata a chiedere aiuto a vivere in generale ma forse la storia non riguarda Roberta e Giulia riguarda un po’ tutte le ragazze che arrivano dall’estero.

Ribca Sibhatu
Illusione - 6 poesie illustrate da Flavia Mungioli dedicate all’Africa e al suo rimpianto.

C. E. Sargant
La sindrome eterna di dott. Stranamore (pp. 6)

Su gli armamenti nucleari. De Land of de dead – critica al film di Romero. Graffitisti di tutto il mondo unitevi – sul Festival Internazionale di Edimburgo del 2005.

Melita Richeter
Al Danubio (pp.20)

Nata a Zagabria, laureta in sociologia dal 1980 vive a Trieste. Viaggio in battello sul Danubio, considerazioni storiche e filosofiche sul fiume e le vicissitudini delle nazioni che attraversa. Vesna Andrejvic abitante a Belgrado titolo: traduttrice multimediale - Le ombre poetiche o Cari Carissimi – pp. 20 dialogo immaginario con un autore con un lettore.

Paolo Tebaldi
Abitante a Zurigo dove risiede dal 1964. Concorre con 7 poesie e 4 racconti:
Maddalena (pp. 3): racconto di una donna del Sud in viaggio verso la Germania e la modernità per stare con la figlia.
Non per amore ma per la casa, (pag. 3): Mario, vedovo ha settantasei anni, comunista, molto amico di don Gino deve fare i conti con dei figli avidi e ingrati.
La Maestrina, (pag. 4): una maestra di scuola in un piccolo centro marchigiano, sempre vissuta sola incontra un giovane alle prime armi dell’insegnamento e ne nasce un rapporto sentimentale.
La scommessa di Pascal: Giulia è una donna scontenta alla ricerca della pietra filosofale, incontra Paolo a una riunione di Partito e come Pascal, arriva a Dio attraverso la fede sconcertando così Paolo che intendeva iscriversi al PCI e si ritrova in discussione teologica.
Concorre anche con 3 saggi editi sulla rivista Quarti di luna.

Andrè Mari Kengne
Figlia del mio paese ( pp. 8)

Una festa al villaggio, alla presenza del capo che aveva chiesto a tutte le famiglia di riunirsi sotto il grande baobab all’imbrunire. Il baobab è il testimone della paure e della vittorie, è il luogo dove i soldati di ritorno dalla battaglia si sono riuniti con le teste dei nostri nemici e avversari e dove si decide di fare la guerra, per allargare le frontiere ed essere forti. A questo disegno si oppone una donna, la regina, che inneggia alla pace, nonostante la povertà. Nella festa viene recapitata una lettera dal capo, della figlia Malia, piena di nostalgia verso il suo paese e con l’invito a costruire la libertà con il sudore della fronte, così come sta facendo lei in Occidente,dove è costretta a lavorare nei campi per poter sopravvivere.

Sarah Zurha Lucanic
Rione Kurdistan ( pp. 16)

Nata a Spalato, vivente a Roma. Racconto che si apre all’alba del giorno in cui si disputa una partita di calcio ricordo del campionato di calcio sugli altopiani anatolici. L’unica cosa buona dell’Occidente è il pallone, dice Abdullà, il quale rimprovera il suo amico di tifare Italia, il paese che ha ospitato Apo Hochalan, lo zio Apo, il capo del pkk. Nel campo dove è sbarcato, dopo aver preso la barca rossa, il protagonista impara a non avere fretta, a respirare lentamente.

Laila Wadia
Via Ungaretti, ( pp. 91)

Indiana abitante a Trieste.
Condominio triestino, in cui abitano in prevalenza immigrati: una bosniaca, una albanese, una cinese, e l’io narrante, un’indiana che ha sposato per procura un cameriere, suo compatriota, immigrato in Italia tempo prima. “ i sentimenti non contano niente. L’amore verrà, e o se non proprio l’amore, il rispetto e la tolleranza, altrimenti a che cosa serve consultare l’oroscopo. Il signor Rosso, unico triestino del palazzo, burbero, invalido civile, conquistato dalla figlia dell’indiana in cui il signor Rosso scopre una fonte di giovinezza. Le donne frequentato una scuola per imparare l’italiano, del resto la protagonista era stata scelta dalla famiglia di Ashok in quanto istruita e perciò una fonte di ricchezza perpetua. Il vecchio signor Rosso inizia la bambina Camla alla poesia di Ungaretti e di Saba e la bambina le ripete in famiglia vincendo anche la diffidenza paterna, simile a quella degli altri uomini che vedono nell’ insegnante di italiano, una fonte continua di turbativa familiare.

Artur Spanjolli
La teqja ( pp. 50)

Nato in Albania residente a Firenze, ha partecipato lo scorso anno con Cronaca di una vita in silenzio.
Racconto che si svolge in nove serate di lettura del diario ultracentenario di Meta Cialliku , (detto Lala , padre, ossia capo famiglia), ritrovato in una cassa di legno rivestita di lamiera e sotterrata nelle fondamenta della casa in collina nel villaggio di Likesh. Corre l’anno 1969 e Ende Hosa, ha fatto abbattere Teqja, luogo di culto venerato dagli abitanti di Likesh, per i prodigi compiuti dai fratelli Cialliku. Per il saggio, viene prima il Signore e l’orazione cinque volte al giorno e poi gli studi. Il saggio si è convertito dopo una vita passata a accumulare beni e conosce anche l’avarizia ma si ravvede e questo non gli viene perdonato da Seit Beu, il ricco nobile tracotante che gli incendia la casa. Per il saggio, la verità assoluta non si può trovare tanto meno in un’unica religione, hanno tutti ragione, purchè si contempli un unico Dio e purchè le regole non vadano contro corrente rispetto a ciò che è umano, accettabile, approvabile da una maggioranza umani.

Maria Mendez
Convivenza cittadinanza cooperazione ( pp. 10)

produrremo convivenza, scopriremo la bellezza del mondo, chiederemo la cittadinanza, specialmente per le donne che partecipano alle ondate emigratorie, socializzazione anticipata per le donne.

 

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- 27 Ottobre 2006
Bologna: Incontri in Biblioteca
- 12-13-14 Ottobre 2006
Biella - Milano - Torino: Welcome Bank
- 15-16 Settembre 2006 Simposio Scientifico
Narrazioni e Narratori: La lingua/ Le Lingue
- 2-3 Agosto 2006 Sale & Spezie
- 13-20-27 Luglio 2006 Scritture Migranti
- 24/06/2005-10/07/2005 Appuntamento al Parco
- 15/10/2004 presentazione
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