Associazione interculturale Eks&Tra- via Zenerigolo 17 40017 San Giovanni in Persiceto (Bo) - tel. e fax 051.6810350 - cell. 333.6723848 -  mail eksetra@libero.it

Parole Migranti

Notizie


Sabato 25 ottobre 2003
Mantova, teatro Ariston, dalle ore 10

EMIGRAZIONE-IMMIGRAZIONE.

Incontro con le scuole superiori del Mantovano.
Hanno aderito circa 700 studenti

Promotori: Ass. Eks&Tra, assessorato alle Politiche Sociali e Immigrazione della Provincia di Mantova, Centro di educazione interculturale della Provincia di Mantova.

Presentazione del libro di Gian Antonio Stella, "L’Orda, quando gli albanesi eravamo noi" (Rizzoli) e del libro "La promessa di Hamadi" (De Agostini Scolastica) di Saidou Moussa Ba, romanzo sugli immigrati in Italia. La presentazione si svolgerà come "narrazione" in cui si alternano brani recitati, musiche, immagini videoproiettate e testimonianze

Partecipano:

Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera e autore del libro L’Orda (Rizzoli) che narra l’emigrazione italiana nel mondo.
Saidou Moussa Ba, scrittore, autore del libro la Promessa di Hamadi (De Agostini scolastica)
Compagnia delle Acque di Gualtiero Bertelli, cantautore di De Gregori e della Marini, che ha raccolto le canzoni degli emigrati italiani Attori del Teatro della Centena e di Serra Teatro
Sul palco si alternano la lettura di brani tratti dal libro l’Orda, canzoni dell’emigrazione italiana per un totale di 8 canzoni, lettura di alcuni brani tratti dalla Promessa di Hamadi, scelti per contrapposizione e/o somiglianza con i brani evocati da Stella, le testimonianza di Saidou Moussa Ba e quella di Stella.


SCHEDA SULLA COMPAGNIA DELLE ACQUE

Quando emigranti…
canti e immagini dell’emigrazione italiana liberamente tratto dal libro "L’Orda, quando gli albanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella, Rizzoli editore

Introduzione

"Ci andremo coi carri dei zingari.... Ecco la magia dei canti popolari: poche parole bastano a tracciare, al di là delle versioni a tinte pastello che ci siamo spesso raccontati per attutire lo strazio o la vergogna, una sintesi dell’emigrazione italiana. Un esodo biblico, che nell’arco di un secolo, dal 1876 al 1976 (cioè dal momento in cui si cominciò a tenere i conti di quanti se ne andavano fino a quello in cui i rientri e gli arrivi di immigrati stranieri diventarono superiori alle partenze) ha visto il nostro Paese perdere quasi 27 milioni di persone. Pari agli abitanti della penisola al momento dell’unità d’Italia.

E partivano davvero "coi carri dei zingari", i nostri nonni, inseguendo i sogni seminati in giro per le contrade da truffatori che promettevano terre ricchissime e venticelli primaverili e ciliegi perfino in Nuova Guinea. E affrontavano le furie dell’oceano con vecchie carrette del mare usate prima per portare gli schiavi neri. E sfidavano da clandestini la neve delle Alpi accompagnati da spregiudicati "passeur" che li obbligavano a vestirsi come per una scampagnata così da sembrare turisti anche nelle gelide notti invernali.

E arrivavano a perdere lungo quei viaggi infernali anche sei degli undici figli, come accadde a un vicentino che raccontò la sua storia in una lettera straziante ai parenti rimasti.


Tutto cancellato, tutto rimosso, tutto ignorato. Diciamo la verità: salvo eccezioni (Edmondo De Amicis, Carlo Levi, Nuto Ravelli) i grandi scrittori italiani hanno scritto troppo poco dell’emigrazione italiana.


In questo vuoto, i soli che sembrano aver fatto il loro dovere fino in fondo sono stati gli autori dei canti di emigrazione. Decine e decine di canti che, nell’italiano povero e sgrammaticato di un paese che aveva un secolo fa una larga parte di analfabeti, nel veneto arcaico ancora oggi parlato in alcune aree del Brasile come in "Quando Bepi l’è vegnesto" o nello struggente dialetto partenopeo di "Lacreme napulitane", nel linguaggio politico e rabbioso degli anarchici o dei sessantottini e perfino in quello semplice e immediato della musica (quasi) leggera degli Anni Sessanta e Settanta, hanno accompagnato tutti i dolori, le tragedie, le delusioni, i furori, le ribellioni, le speranze o i sogni di un’epoca. Un patrimonio unico. Che vale la pena di conservare gelosamente. Con amore.

Gian Antonio Stella


Schema dello spettacolo

"Quando emigranti…" attinge a quattro diversi repertori che hanno come tema l’emigrazione italiana.

Il primo gruppo di canti proviene dal repertorio tradizionale e mostra come è stata rappresentata l’emigrazione nell’immaginario popolare, che ha sentito necessario narrare la vicenda migratoria fin dalle prime partenze.

In questo gruppo, abbiamo canti che descrivono vicende legate al viaggi, che rivelano la paura dell’ignoto e della perdita di identità e affetti, che riportano il punto di vista su episodi storici correlati, che denunciano la durezza delle condizioni di lavoro. Solo di alcuni canti l’ autore è noto; altri, pur essendo probabilmente d’autore, sono ormai entrati nella tradizione popolare; altri ancora sono nati da cantastorie, da militanti politici o sindacali, o più semplicemente dal popolo stesso in alcune sue aggregazioni spontanee od organizzate.

Il secondo gruppo di canti comprende brani provenienti da epoche e luoghi diversi, che hanno in comune il fatto di essere stati prodotti dagli emigranti stessi o da loro discendenti, presentandoci così eventi migratori visti dall’interno o la terra d’origine vista di chi l’aveva lasciata. Benché poco noto in Italia, anche se la materia oggi sta suscitando un certo interesse, altrove questo repertorio è molto diffuso, pure se con caratteristiche diverse, specialmente nell’America del sud e negli Stati Uniti.

Il terzo gruppo di canzoni è costituito da canzoni italiane d’autore e mostra come diversi autori han trattato in epoche differenti il problema dell’emigrazione.

Sono canzoni distanti tra loro decine di anni, com’è distante il linguaggio ed il modo di rappresentare l’emigrazione dei diversi autori. In ogni caso tutte queste canzoni rappresentano dei veri e propri punti di vista sul fenomeno migratorio.

Il quarto gruppo comprende canti di autori che hanno fatto dell’impegno sociale la ragione di fondo della loro poetica. I temi trattati sono simili a quelli delle canzoni precedenti, ma i testi non si limitano a descrivere il fenomeno, ma esplicitano giudizi politici, si schierano dalla parte dei vinti indicando chiaramente le responsabilità dei "vincitori".

I vari repertori hanno bisogno di modalità interpretative diverse e la Compagnia delle Acque, con le sue voci e i suoi strumentisti, sa ricreare sonorità e stili differenti, a seconda della provenienza dei diversi canti.

Le canzoni sono legate dalla proiezione di immagini tratte da diversi archivi fotografici e messe a disposizione dalla casa editrice Rizzoli e dal Corriere della Sera, e da una narrazione che ripercorre alcune delle vicende raccontate dal libro "L’orda" di Gian Antonio Stella.


Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque

Gualtiero Bertelli
Nato a Venezia nel 1944, cresciuto in una famiglia operaia, frequenta l'istituto magistrale e si dedica all'insegnamento elementare, coltivando contemporaneamente studi musicali e suonando in diverse formazioni di musica leggera.

Dal 1964 svolge ricerche sulla musica popolare e il canto sociale veneto e di altre regioni italiane e scrive canzoni che raccontano la storia e la vita della sua città e dell’Italia dagli anni ’60 ad oggi

E’ profondamente radicato nel suo ambiente sociale e politico, parla, scrive e canta in dialetto, che non è però un ostacolo alla diffusione e alla comprensione delle sue canzoni, ricorrendo all’italiano quando il discorso si allarga e quando riguarda persone e situazioni al di fuori del contesto in cui le canzoni nascono. Il suo dialetto non è solo la lingua dei vecchi, della marginalità sociale, ma anche della classe operaia, privo di tonalità pittoresche, una lingua che esprime una cultura di opposizione e di lotta. L'incontro con Luisa Ronchini nel 1964 porta alla formazione del Canzoniere Popolare Veneto (che si muove nell'ambito del Nuovo Canzoniere Italiano) con il quale produrrà ricerca e nuova canzone fino al 1972. Mette in scena nel 1967 lo spettacolo di canti popolari Tera e aqua, dal quale sarà tratto i disco Addio Venezia addio e nello stesso anno pubblica Nina ti te ricordi, una delle sue più celebri canzoni.
Nel 1969 incide l’LP I giorni della lotta in cui esprime le problematiche sociali e partecipa a numerosi legate alle lotte dei primi anni 70 del movimento studentesco e operaio. Collabora con la Compagnia teatrale Nuova Scena gruppo n.5, per la quale compone le musiche di scena di 3 spettacoli ("Tanto va il cavallo all’erba che lui campa e quella cresce" 1972, "caleidoscopio" 1973 e "Libertà è una mela in carta colorata" 1974).
Nel 1971 il Canzoniere Popolare Veneto si divide e Bertelli fonda il Nuovo Canzoniere Veneto nel quale, con diverse formazioni, continuerà a produrre ricerca e canzoni fino al 1980. Nel 1975 pubblica il disco Mi voria saver mentre nel 1977 l'album Nina nel quale raccoglie tutti i suoi brani più noti.
Nel 1987, dopo un silenzio di sette anni, pubblica il suo nuovo LP Barche de carta, a cui viene assegnata la targa Tenco, e riprende la sua attività concertistica da solo o con diverse formazioni musicali.
Dal 1999 collabora con il pianista Paolo Favorido con il quale ha realizzato nel 2002 il suo nuovo CD Quando la luna a mezzogiorno, che è la sua prima opera live. A questa incisione ha partecipato la figlia Cecilia.
Dalla fine del 2002 lavora alla costituzione della Compagnia delle Acque ed alla realizzazione del disco e dello spettacolo "Quando emigranti…"
Gualtiero Bertelli suona la chitarra e la fisarmonica.


La Compagnia delle Acque

E’ composta, oltre che da Bertelli, da cantanti e musicisti provenienti da diverse esperienze e presenta differenti proposte, manifestando un’efficace variabilità anche nella sua composizione.

Lavorano oggi nella Compagnia:

Giuseppina Casarin, attenta interprete di canti popolari veneti e del repertorio italiano, si dedica a varie attività musicali e teatrali. E’ stata avviata al canto popolare dall’incontro con Luisa Ronchini, di cui può essere considerata l’ultima allieva, ma ha anche condotto ricerche autonome e con diversi musicisti.
E’ animatrice di un trio femminile che lavora da tempo nel territorio veneto e che ora è parte integrante della Compagnia.

Paolo Favorido, pianista e tastierista diplomato al conservatorio di Padova. Ha al suo attivo numerose esperienze musicali classiche e contemporanee e da dieci anni collabora con Giuseppina Casarin. Suoi sono gli arrangiamenti di tutte le esperienze musicali del gruppo nelle sue diverse formazioni, e suoi anche gli arrangiamenti dell’ultimo CD di Bertelli.
E’ musicista versatile e raffinato, capace di interpretare brani complessi e contemporaneamente di rispettare la semplicità e l’autenticità del patrimonio popolare.

Elena Biasibetti e Rosanna Zucaro sono le altre due voci femminili che stanno conducendo da ormai cinque anni l’esperienza di riproposta del canto popolare avviata da Giuseppina Casarin.
Hanno due tessiture vocali completamente diverse e complementari, tali da dare al trio una possibilità espressiva notevole e, per molti versi, unica.
Prima di dedicarsi a questo repertorio hanno cantato per alcuni anni in un coro nel quale hanno sviluppato il senso della polivocalità.

Cecilia Bertelli ha frequentato per tre anni il conservatorio di Parma, dove ha studiato da mezzosoprano, per dedicarsi successivamente a diverse esperienze musicali. Partecipa spesso a concerti del padre, ma sviluppa un suo percorso con musicisti di diverse tendenze. Il suo repertorio va quindi dalla musica popolare al jazz, grazie ad una grande flessibilità vocale.

Simone Nogarin è un chitarrista che ha al suo attivo esperienze classiche, leggere e rock, Ha lavorato in questi anni con il trio vocale di Giuseppina Casarin e partecipa alla realizzazione dello spettacolo utilizzando diverse chitarre e il banjo con maestria e sensibilità.

Costantino Borsetto, percussionista di grande valore, si dedica all’insegnamento delle percussioni e collabora con la Compagnia ogni qualvolta si presenta la necessità di interventi percussivi. In tale ruolo ha partecipato anche alla realizzazione del disco.

 

  In questa sezione
- Ultime Uscite Libreria
- Settembre 2006 Premio Popoli in Cammino
I libri "Desejo" e "Borgo Farfalla" segnalati al Premio

Incontri:

- 27 Ottobre 2006
Bologna: Incontri in Biblioteca
- 12-13-14 Ottobre 2006
Biella - Milano - Torino: Welcome Bank
- 15-16 Settembre 2006 Simposio Scientifico
Narrazioni e Narratori: La lingua/ Le Lingue
- 2-3 Agosto 2006 Sale & Spezie
- 13-20-27 Luglio 2006 Scritture Migranti
- 24/06/2005-10/07/2005 Appuntamento al Parco
- 15/10/2004 presentazione
- 25/10/2003 presentazione
- 25/10/2003 fotografie
- 25/10/2003 rassegna stampa
 
  Consulta
- Database di Racconti e Poesie
- Rivista
- Libreria
- Notizie
 
  Contatti
- Scrivi alla Redazione

Copyright © Eks&Tra