Sabato 15 ottobre 2004
Mantova, teatro Ariston, dalle ore 9 alle 12
GRAN RECITAL ROMANO'
Intercultura: 500 studenti delle scuole del Mantovano incontrano il popolo Rom.
Lezione -spettacolo di Alexian Santino Spinelli il 15 ottobre.
L'assessore Banzi: "E' un percorso culturale per abbattere i pregiudizi"
MANTOVA - "Gran recital Romanò" è la lezione-spettacolo di Alexian Santino Spinelli, proposto come percorso tra musica, danza e parlato, che l'assessorato alle Politiche sociali e Immigrazione della Provincia di Mantova, insieme al Centro di educazione interculturale e all'associazione Eks&Tra, organizzatrice dell'omonimo Premio di letteratura della migrazione, propongono alle scuole del Mantovano come "evento" significativo per conoscere un popolo dimenticato, ai margini di ogni altro popolo.
L'appuntamento per oltre 500 studenti sarà il 15 ottobre dalle 9 alle 12 al Teatro Ariston di Mantova, in via principe Amedeo 20.
I Romanì sono gli zingari rom, a cui Alexian Santino Spinelli appartiene insieme ai componenti del suo gruppo: Alessandra Arduina La Spada (danza e percussioni), Andrea Castelfranato (contrabbasso), Luciano Pannese (chitarra). Spinelli è professore di letteratura Romanì all'università di Trieste, autore del libro "Baro, Romano, drom" (Meltemi editore) e musicista. Attraverso un percorso di Storia e di storie con danze e musiche si potrà scoprire quanto il popolo Romanì abbia influenzato la cultura occidentale e quante tracce abbia lasciato nella nostra vita di tutti i giorni.
"L'obiettivo che ci proponiamo - afferma l'assessore provinciale Fausto Benzi - è creare un'occasione di riflessione per gli studenti delle scuole superiori, con lo scopo di abbattere pregiudizi e stereotipi sui migranti e sugli zingari, offrendo alle nuove generazioni un percorso altamente culturale".
Sarà un viaggio nell'anima e nel cuore dei rom con un'originalissima e autentica interpretazione di musiche, canti , danze e poesie in lingua romaní (zingara). Un percorso artistico-culturale narrato in cui vengono rievocate attraverso i suoni, i movimenti, le parole, le radici profonde di un popolo millenario caratterizzato dalle prismatiche sfumature e dalle intensissime emozioni. Gli interpreti con la loro formazione professionale non scadono nel folklore ma elevano la tradizione a un livello artistico qualitativo e suggestivo. Le musiche proposte in cui si rintracciano gli echi del passato sono quelle dell'ambito familiare che i rom suonano per tramandarsi, per comunicare e per restare uniti. I canti sono memorie mai scritte in cui si custodiscono valori etici, filosofici e linguistici di un popolo dalle molteplici espressioni. Le poesie sono la drammatizzazione del vivere quotidiano dove, attraverso la lingua, espressione autentica della romanipé (identità zingara), riescono a sublimare l'intimità degli stati d'animo. La danza è visione cerimoniale e catartica del movimento che passa dalle viscere ai luoghi periferici del corpo.