Il vicolo angusto e buio si apre davanti agli occhi
d'Emma. Dietro di lei un parcheggio d'auto e davanti la luce tenue di un
lampioncino. Alla fine casa sua. "Cosa faccio? Vado o non vado? Certo il luogo a
quest'ora non è invitante, ma del resto l'ho percorso un'infinità di altre volte
e allora? Stasera sono un tantino brilla e stanca morta. Non mi va di fare il
giro lungo. Mi sento un po' cappuccetto rosso nel bosco. Vado si! Vado. Del
resto non posso pretendere che un'amica mi accompagni fin sotto casa e poi lei
che fa? I maschi stasera si sono defilati. Si! D'accordo si parla tanto di stare
all'erta, di non uscire da soli e di evitare luoghi deserti specie alle 3 di
mattina ma... io vado speriamo bene. Non ho scelta." Si butta Emma a passo
sostenuto tenendo ben salda la borsa. La lunghezza di quella strada è
chilometrica e come se la facesse per la prima volta. Non si è neppure accorta
del cassonetto della spazzatura. Rischia di finirci addosso, tanto tiene la
testa bassa. Conta perfino i suoi passi, ma ancora non si vede la fine di quella
maledetta strada. Un sabato sera di luglio e sono tutti fuori città ; quando si
dice neanche un cane! Tutto questo terrorismo è esagerato e poi perché mai una
ragazza non può avere più la libertà di uscire da sola? Pensieri che si
fanno.
Arriva finalmente sotto casa dopo aver sprecato
tutte le sue energie a pensare e ripensare al peggio. "Che scema sono. Eccomi al
sicuro ed ora a me le chiavi. Ho le gambe a pezzi e tutto per cosa? Sono troppo
pessimista. Devo avere più fiducia nel prossimo"
Apre la borsa Emma. Una mano dentro ed ecco le
chiavi subito pronte. "E questo? Ah! Il libro di Giada. Lo leggerò. Fammi vedere
un po' il titolo e la copertina. Interessante. Un racconto può salvarti la vita.
Sarà ..." Apre la porta frettolosamente ed entra. "Che buio. Dove sta la luce? Ah!
Ecco l'interruttore... Una spinta improvvisa la manda a sbattere contro il
muro. Stringe il libro al petto come per chiudersi al terrore che sente
alle sue spalle. "Che diavolo succede? Vuoi vedere che sta capitando anche a me!
Puoi essere preparata finché vuoi ma quando ti trovi, cavolo, che fai?" Le
reazioni sono davvero imprevedibili e quelle spontanee le migliori in assoluto...
se sei fortunato. Emma non vede niente. Sente solo le mani di qualcuno che la
spingono ancora contro il muro e una tenta di serrarle la bocca.". Dio mio che
cosa faccio?" Ad un tratto si accorge del grosso pesante libro stretto
disperatamente al petto e con tutta la sua forza, rabbia lo scaglia
all'indietro. Un urlo e un tonfo. Si volta incredula e tremante di paura. Al
buio non distingue che una sagoma grande scura a terra. Accende la luce. "Chi
sei stronzo?" Ora soltanto realizza tutto. E' sconvolta. Vorrebbe scagliarsi
contro quel verme e pestarlo. Fugge invece e si rifugia in casa ma la paura non
passa. Fa una telefonata e attende con angoscia che il suono del
campanello la liberi completamente da quel brutto incubo. "Grazie Giada non solo
un racconto può salvarti la vita, Anche un libro"