-Cos'è questo?- ho chiesto la sera di ferragosto a
Giovanni. Giovanni espone i suoi quadri tutti gli anni nel suo vecchio garage
ammuffito. è un garage che io definirei barocco con enormi ragnatele negli
angoli a mo' di stucchi, indorate da una polverosa e singhiozzante lampadina,
con tendaggi color porpora sulle finestrelle che danno nel vicoletto puzzolente,
un garage simpatico alticcio dall'odore di tappo di sughero imbevuto di vino
andato a male, con le pareti lesionate e tutto screziato da parole, parolacce,
proclami e disegni osceni. Lui si lamenta che non ci va nessuno alle sue mostre,
e chi vuole che vada, dico io, in quel buco malsano dove tra corpi martoriati e
paesaggi incolori il pessimismo è di casa? Lui dice che la vera arte non ti
accarezza l'animo ma ti scuote, ma ditemi un po' chi vuole che la sua anima
venga scossa la sera di ferragosto quando per strada ci sono belle fighette e
c'è la sagra della porchetta e c'è pure una bella orchestrina che ti suona il
liscio in pieno Cilento? Non ha capito nulla della vita Giovanni! Ovvero ha
capito tutto ma è fatica sprecata la sua perché la gente non ne vuole sapere di
pippe mentali la sera di ferragosto! Ed ora eccoci me e lui di fronte ad un
quadro che rappresenta un "coso" che io proprio non riesco a capire che cavolo
è!
-Non riesci a capire cos'è eh guagliò?- mi dice
lui.
-Un cappello?
-Non è un cappello Giusè!
-Un pezzo di merda?
-Quello lo sarai tu!
-Bhò!
-Una pietra!
-Una pietra...? Bhè sì in effetti sì è una
pietra...
-è una pietra che ho trovato al fiume.
-Cosa ci trovi di interessante in una
pietra?
-è bella assai, è grossa, mica è piccola! L'ho
trovata al fiume. Se la vedi bene da vicino sembra una catena montuosa con
altipiani, avvallamenti, dirupi. A Natale ci faccio il presepe sopra.
-Tu sei pazzo!
-Sì io so' pazzo, so' proprio pazzo, ih ih!
-Usciamo fuori Giovà , fa caldo qui!
Sulla strada tanta gente fa avanti e indietro sotto e luminarie e vocifera allegramente.
-Guarda che portamento!- mi dice
Giovanni.
-Di chi parli?
-Di quelli che stanno passando. Guarda che
portamento! Con le mani dietro la schiena, l'aria serena, il golfino e i capelli
puliti!
-E mica sono straccioni come te!- Rido.
-Ridi, ridi, c'è poco da ridere...! Se vai sul
campanile cosa vedi?
-Cosa vedo dal campanile?
-Sì, dal campanile, cosa vedi scemo! Ci sei mai
stato tu sul campanile?
Lo guardo in modo strano.
-Allora ci sei mai stato? Sì o no?
-No!
-E sai cosa si vede dal campanile?
-No. Cosa si vede?
-Le montagne che fanno il girotondo!
-Tu sei proprio matto Giovà !
-Ma perché intorno al paese non ci sono forse le
montagne che fanno un cerchio?
-Sì, sì, ci sono le montagne...- rispondo spazientito
e sbuffando mi siedo su una panchina sgangherata e arrugginita addossata al
muro.
-E sai cos'è questo cerchio? è il buco del culo
del mondo questo cerchio! Nel mondo ci sono cose buone e cose schifose e il
mondo digerisce le cose buone e defeca in questo cazzo di posto! La gente qui
non le vede le cose buone!
-Stai esagerando, è un posto come un altro
questo...
-Quelli là se crepi sono contenti! Oggi ti offrono
da bere e domani sono contenti se sanno che sei schiattato!
-Ma di chi parli? Fai i nomi!
-Di tutti!
-Non puoi accusare tutti...! Non so, lo trovo assurdo
il tuo ragionamento.
-E se ne fottono dei miei quadri quelli schifosi
lì! Io faccio 'no scandalo! Io provoco Giusè! Perché qua l'aria deve cambiare!-
Digrigna i denti Giovanni, mi guarda con occhi inviperiti e ogni tanto sputa a
terra.
-Se non ci vivi bene qui, perché non te ne
vai?
-Eh sì, vado, e dove vado?
-Hai i parenti al nord, vai da loro.
-Eh sì, quelli al nord pensano solo ai soldi, ai
divertimenti!
-Ma insomma non ti sta bene niente
Giovà ?
-Niente, niente! Non mi sta bene niente!
-Ma cosa vuoi tu dal mondo? Cosa vuoi dalla
gente?
-La verità !
-La vita è un impasto di verità e menzogna, Giovà !
E poi cos'è la verità ?
-La verità Giusè è che se io ti stringo la mano e
dico che sono tuo amico non sono contento se poi tu crepi, anzi piango, piango
assai, Giusè!
-E tu pensi davvero di essere così buono?- Rimane
interdetto.
-Io sono buono, quello che io faccio lo faccio per
l'umanità ! I miei quadri fanno bene, solo che nessuno lo capisce.
-Mah, non so che dire.
-Guarda 'sti professori qua che camminano,
assessori, sindaco, vicesindaco, prete, politicanti! Che ne sanno 'sta gente qua
della verità ! Pensano solo a vantarsi e hanno rovinato il paese! Hai visto
quanta monnezza c'è per le vie! Che schifo! E pensare che quando ero guaglione
mi facevo il bagno nel fiume e ora il fiume è pieno di detersivi di monnezza e
pesticidi! Ecco dove porta tutta la loro vanagloria! Politicanti del cazzo!
Puah...!!
-Dai calmati, fra un poco ci sono i fuochi,- dico
io e gli metto una mano sulla spalla. Giovanni si accende una sigaretta e rimane
in silenzio per alcuni minuti.
-Vado a fare un giro.
-Ci vediamo fra poco guagliò,- risponde mentre si
siede sulla panchina e sputa a terra.
Mi inerpico per la salita che porta alla chiesa e
mi viene l'angoscia. Tutti gli anni le stesse facce! Tutti gli anni la sagra e
le luminarie e i fuochi e la mostra sfigata di Giovanni! Come è ovvio pure
Giovanni! Fa parte del quadretto ecco tutto! Il pazzo del paese! Povero
analfabeta che si crede di essere Picasso! Eppure, eppure, quando ho bisogno di
bucare quest'aria opprimente, di respirare, vado da lui, almeno lui è davvero
incazzato! Cammino in mezzo alla gente ma mi sento soffocare, la folla mi
opprime, non ho mai sopportato la folla! Non c'è nulla di esaltante nel vedere
turisti e compaesani tirati a lucido per la festa, azzimati e abbronzati, in
pantaloncini bianchi, fantasmini e infradito, perfino il sessantenne con gli
occhiali da sole D&G fa un bell'effetto nel teatrino della sagra
ferragostana. E che effetto fa poi l'intellighènzia paesana, ben pasciuta, in
bella mostra nella pubblica piazza! Al seguito dei signorotti c'è la sempiterna
paccottiglia dei plebei leccaculo. Poi ci sono gli ultimi, gli emarginati,
quelli che fanno un lavoro dignitoso ma sono timidi e i leccaculo proprio non li
sanno fare, sono quelli che votano la persona sbagliata alle elezioni e non
usufruiranno mai di nessun favore. è gente che comunque non sa la passa male,
si accontenta di vegetare tra le pareti domestiche e di zappare l'orticello. Ci
sono infine gli ultimi degli ultimi, gli ubriaconi, extracomunitari e non, e i
pazzi come il mio amico Giovanni che va ciabattando per le strade in cerca di
cartoni e pietre e cicche da fumare. A ferragosto le caste fanno un bel falò
sotto i fuochi e le luminarie, nella calca si confondono, si toccano ma sono per
sempre e irrimediabilmente separate tra loro. E non mi venissero a dire che
siamo in una società multietnica quando anche tra noi che abbiamo lo stesso
colore della pelle esistono barriere che non abbiamo il coraggio di abbattere!
Multietnica è sì sulla carta la nostra società ma lo è poi nei fatti? Siamo ben
lontani dal considerarci tutti fratelli! Rimuginando su queste cose, raggiungo
la piazza e osservo attentamente la gente e ad un tratto mi chiedo: "Posso
accusarli? Chi sono io? Non sono forse come loro io? Cosa faccio di tanto
speciale? Sono solo scappato ecco tutto! C'è da impazzire! Che diritto ho di
giudicare? Eppure tutti si lamentano. Allora dove sta il male se tutti si
lamentano? La colpa è un po' di tutti perché è facile parlare ma poi sono pochi
quelli che alzano le chiappe e si rimboccano le maniche! E riescono a fare
qualcosa quei pochi? No, li mettono a tacere quei pochi! L'intellighènzia li
mette a tacere! Il male sta nella tradizione! Guai a non tener conto della
tradizione! Guai a violare la religione dei padri! E tu, Giusè, che tanto parli,
cosa fai di buono? Ma perché mi faccio 'ste domande? Goditi la festa Giusè...! No,
no, io non devo parlare con Giovanni, mi mette sempre in crisi quel matto...! Come
mi piaceva la festa di ferragosto quando ero piccolo! Ora perché non mi piace
più? Perché non provo più quelle sensazioni? Sei diventato grande Giusè, sei
maturato! è questo il prezzo da pagare per diventare maturi: diventare schifosi
nichilisti, pezzi di ghiaccio ambulanti? Mi gira la testa, la solita crisi di
panico! Tutta 'sta gente mi fa girare la testa! Tutti sono felici, io non lo
sono, perché? Forse pure loro sembrano felici ma non lo sono...chissà ..." Penso e
penso e cammino veloce e vedo ombre, ombre dappertutto, e ridono e parlano e
all'improvviso con un botto si illuminano! Nel cielo scoppia la gioia dei cuori!
La gioia di ferragosto! Girandola di luci nel cielo e botti e fischi e tutti col
naso all'insù! Infastidito, frastornato, ritorno da Giovanni, almeno lui è
incazzato per davvero!
-Li hai visti i fuochi d'artificio?- mi fa Giovanni
venendomi incontro e mi abbraccia. Io resto immobile, come inebetito.
-Li hai visti i fuochi Giusè?- Ride Giovanni coi
suoi pochi denti gialli e la sua pancia villosa coperta appena dalla piccola
canottiera bucata e macchiata sussulta. Volto ondulante di Giovanni sotto i
fuochi! Tutto crepita, gira, è ferragosto!
-La vuoi vedere la pietra?- urla Giovanni. Per via
dei botti lo sento appena.
-Cosa?
-La pietra! Scemo!
-Ah sì, la pietra...
-La vuoi vedere?
-Sì, sì...
-è grossa Giusè!- Allarga le braccia per farmi
vedere quant'è grande la sua pietra.
-Sembra una montagna Giusè! La vuoi vedere? è
sull'armadio Giusè! La vado a prendere, la porto qui!
Apre la porta di casa sua a fianco del garage e
sale per le scale. La porta rimane aperta, si vede l'androne illuminato. Intanto
i botti continuano e all'improvviso un botto diverso, sordo, e poi un urlo...! Mi
precipito per le scale, attraverso la cucina e vado poi in camera da
letto...Giovanni è sotto l'armadio che tarlato e malfermo si è schiantato e ha
fatto un botto pure lui. Giovanni è in una pozza di sangue e vicino alla sua
testa c'è la grande pietra-montagna. Ora Giovanni è nella sua pietra-montagna e
corre tra altipiani e avvallamenti e forse ride sereno con le braccia allargate
e, forse, ha smesso di lamentarsi una buona volta e per tutte!