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Parole Migranti

Laboratorio di scrittura creativa interculturale


ESERCIZI di Sara Anifowose

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Scrivere incipit e fine del racconto (F.Kafka “La partenza”)

Il duello


Mi venne in mente quel film con Whoopi Goldberg. Quello in cui lei si ritrovava catapultata indietro nel tempo a Camelot, con il mago Merlino e re Artù.
Poi iniziai a canticchiare la colonna sonora di Sister Act cercando di rilassare le membra e il pensier.
“ Respira. Respira. Inspira ed espira” mi dissi “Ti hanno sfidato, è vero. Tutti sanno che perderai, verissimo anche quello. Ma come funzionano questi paradossi spazio temporali? Se muoio qui, adesso, sarò morto anche nel mio presente? Magari no”.
Smisi di farneticare con la mente e mi ricordai del pacchetto di tabacco francese finito nel fosso assieme alla valigia. Qual disio di atterraggio migliore con un viaggio nel tempo se non in un puzzolentissimo e zanzarosissimo fosso?
Ancor oggi mi gratto per le mille punture, me sventurato!
Pensai a quegli altri quattro idioti e a quanto fossero stati dei bastardi. A regola, tutti e cinque saremmo dovuti finire nel fosso ed invece mi ero ritrovato tutto solo.
Scossi violentemente la testa, prima da sinistra verso destra e poi avanti e indietro. Poi urlai allo schiavetto “Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!”.
Il servo non mi comprese. Andai io stesso nella stalla, sellai il cavallo e montai in groppa. Udii sonare una tromba in lontananza e domandai al servo che cosa significasse. Egli non lo sapeva e non aveva udito niente. Presso il portone mi trattenne e chiese “Dove vai, signore?”
“ E dove vado?” fu la domanda con cui gli risposi. Quello mi guardò, impietosito e rassegnato.
Spronai la bestia ma non riuscii a muovermi. Sentii ancora quel suono e poi vidi apparire come per magia i miei compagni di sventura.
“Orrore, sgomento e incredulità nel mio cuor” urlai contro di loro “ Ma come diavolo parli?” mi chiese Alonzo. Gli altri tre avevano con sé abiti dell’epoca, gioielli, oro, e cibarie varie.
“Non so, mi viene spontaneo…ma voi dove eravate finiti? Mi sono sentito perduto e adesso vo incontro alla morte!” Alonzo raccolse le monete d’oro che continuavano a cadergli dalle tasche e Carmelo mi rispose “ Tu sei partito molto prima di noi, per questo non siamo arrivati assieme. E forse per questo parli così…spero che non ti resterà per sempre questa parlata ridicola. Comunque abbiamo i minuti contati, poi ti spiegheremo! La macchina del tempo è proprio in questa stalla, e noi ce ne dobbiamo andare!”

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Riassumere il libro preferito in 1 riga, 3 righe e 6 righe.

Le avventure di Pinocchio C.Collodi


Un vecchio falegname crea il figlio da un pezzo di legno.

Un burattino pieno di vita che scappa dal padre per poter crescere e diventare un bambino vero.

La sofferta crescita di un bambino di legno. Tra amicizie sincere, cattive frequentazioni e figure genitoriali forti e amorevoli, il piccolo burattino vive in poco tempo le esperienze più importanti per un essere umano.

Mastro Ciliegia regala un pezzo di legno che ha in sé lo spirito di un bambino birichino e combina guai. Il burattino che ne scaturirà e tutti i personaggi della storia saranno messi a dura prova dalle avversità della vita e pagheranno di persona i loro sbagli. La menzogna sarà il mostro più grande da sconfiggere e la paura il sentimento più duro da affrontare.
Il mondo della natura partecipa con tutti i suoi protagonisti in questo lungo percorso di crescita che porterà Pinocchio a conoscere i valori più importanti della vita umana.

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Descrivere i propri genitori come se fossero i personaggi di un racconto.


“E’ come una di quelle malattie che va e che viene. Perché una volta che l’hai presa non te ne liberi, fa parte di te, è nei tuoi geni. Ovvio. È mio padre. Quindi anche se non c’è, lo vedo negli occhi di mio fratello, nei suoi capelli, nel suo sorriso. Così ogni tanto ritorna: un ricordo di lui, una foto, un pettegolezzo sulle sue mirabolanti avventure da pastore religioso dell’ultima ora.”
Signora, sua figlia ci ha lasciato solo questo biglietto. Ci ha sempre parlato di lei, della sua figura forte, della sua bellezza, a volte della sua cocciutaggine riguardo a certe questioni.
Ci ha parlato dei suoi difetti ma l’ha sempre elogiata, dicendo che sarebbe tanto voluta essere come lei.

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Racconto del corso, due parole a testa


Una sera – un elfo – è andato – fuori bosco – correndo correndo – ha incontrato – di fretta – un fungo – allucinogeno ma – gustoso e – leggermente velenoso – che disse – mangiami mangiami – visto cappuccetto – quale cappuccetto – forse però – sei meglio – tu di – un viaggio – sott’olio – in apnea – e vomitò.

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Significato del proprio racconto finale in tre righe


E’ un classico che una persona triste, disordinata e delusa dalla propria vita decida di buttarsi in qualcosa di estremo, illegale forse ma con regole ferree da seguire. Ma non deve per forza andare così.

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Un immagine, un titolo


Il circo sogni d’oro

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Riscrivere un Lc (luogo comune)


Era la prima volta che affrontavo il destino con lacrime di dolore.

Non mi era mai successo. Alla fine ho sbattuto faccia, naso e tutto il resto contro la schiena del destino, in fila di fronte a me.

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Riscrivere un dialogo


Va bene Lucio parliamo d’altro, non sei sportivo abbastanza
Senti frocetto non è aria, eh
Va bene, va bene. Hai fatto la versione per domani?
No, tu?
Nemmeno io. Vieni a farla da me?
No, vieni tu da me, non mi va di vedere tua sorella.
Cos’hi adesso che non va con Alice?

- Piantala frocetto!
- Vaaa bene. Senti se non hai fatto la versione per domani la possiamo fare assieme…
- Non da te però, non mi va di vedere tua sorella
- Che c’ha Alice che non va adesso?

  In questa sezione

Edizione 2009
 

Edizione 2007
 

Edizione 2008:
Foto partecipanti

Libro Scarpe Sciolte

presentazione di Christiana de Caldas Brito
 
presentazione di Fulvio Pezzarossa
 
presentazione di Miguel Angel Garcìa
 
Racconti

RACCONTO
Acai Lombardo Diop
 
ARRIVO' ALICE
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IL ROSPO
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UNA VITA IMMORTALE!
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RESIDENCE ACACIA
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FLASH
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SEMI
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L'OBIETTIVO
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IL PAESE DELL’ACQUA
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L’egregio professor De Umbris che perse la testa per l’arte
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UN ATTIMO DOPO
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AVEVA FAME
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IL PRELIEVO
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D’ESTATE SI MUORE COME LE MOSCHE
Muriel Pavoni
 
MAGICA VELINA ROSSA
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BOH!
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LA COGNATA
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L’ASCOLTO DI MEZZO
Roberta Sireno
 
UN SALUTO PRIMA DELL'ESAME
Sanaa Sakeri
 
FINO IN FONDO E BASTA SCUSE
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