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Parole Migranti

Laboratorio di scrittura creativa interculturale


ESERCIZI di Grazia Mellia

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Scrivere incipit e fine del racconto (F.Kafka “La partenza”)

NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA


Il servo quel giorno faticava ad ascoltarmi, eppure si trattava di cosa importante. Lo sguardo perso nel vuoto, se ne stava seduto sulla vecchia sedia. La giornata non cominciava nel migliore dei modi, che aveva quello stupido uomo? Lo chiamai e gli dissi che dovevo partire al più presto. Il servo non mi comprese. Andai io stesso nella stalla, sellai il cavallo e montai in groppa. Udii suonare una tromba in lontananza e domandai al servo che cosa significasse. Egli non lo sapeva e non aveva udito niente.
Presso il portone mi trattenne e chiese “dove vai signore?”
“Stupido è mezz’ora che ti parlo; non mi stai ad ascoltare.”
“Si, padrone, hai ragione.”
Percepii il suo sguardo preoccupato su di me. Josef stava con me dal giorno in cui ero nato. Era stato sempre nella nostra casa, gli ero affezionato, ma a volte avrei voluto ucciderlo con le mie stesse mani.
“Vado dai Golowski, oggi si deciderà del nostro destino.”
Udii nuovamente il suono della tromba. Arrivai dai Golowski entrai nell’ampio salone, mi stavano aspettando,Georg era in piedi accanto alla finestra, fumava, gli altri due stavano già seduti al tavolo. Da un anno gli affari andavano male e il gioco consumava i miei ultimi denari ma non riuscivo a sottrarmi a questo stillicidio. Rimanevo in attesa, l’attesa di una svolta. La tensione cresceva, dovevo assolutamente vincere, altrimenti che ne sarebbe stato di me? Era a rischio la mia proprietà perdendola avrei perso me stesso, il senso di appartenenza, avrei perso tutto. Mi sedetti al tavolo, Georg finì di fumare e ci raggiunse, ci servirono da bere.
Cominciò la notte più lunga della mia vita. Nulla sarebbe stato più come prima. Sentii nuovamente il suono della tromba, non era più così lontano.

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