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Parole Migranti

Laboratorio di scrittura creativa interculturale



IL ROSPO

di Andrea Masiero

I rospi sono delle bestie schifose, non fanno del male a nessuno. Tutti appiccicosi, se ne stanno lì, a mangiarsi quelle brutte mosche che gli ronzano intorno. Stanno lì, fermi nei fossi, negli stagni, con la loro lingua lunga.
Cercano di acchiappare tutto quello che gli capita a tiro, per metterlo in saccoccia. Avete mai provato a portarvene uno, di rospi, ben ficcato in gola?
Sta lì, non va su e non va giù. Sta lì in gola, e non ti fa respirare a pieni polmoni, come si dovrebbe fare invece, per natura. Non crepi mica, è solo che ti toglie ossigeno dal cervello, ti fa strippare un poco per volta, è appiccicoso.
Non lo ingoi, non lo vomiti, ti si àncora dentro e diventa ogni giorno sempre più ingombrante, invadente, pericoloso. E’ per questo motivo che un sacco di persone finiscono ammattite nel cervello. Per colpa dei rospi che si portano dentro, che gli succhiano ossigeno, linfa vitale, aria fresca. Roba da matti.
Per mia fortuna nel corso del tempo ho imparato un metodo tutto particolare per sbarazzarmi di tali fastidiosi animaletti.
Abito da solo in un monolocale, il cui affitto mi succhia mezzo stipendio, con quello che mi resta cerco di tirare la fine del mese.
Ultimamente l’inquilina che abita sotto al mio appartamento mi ha preso di mira, è gia lì che suona il campanello per dirmi che il volume dello stereo è troppo alto. Il suo gracidio, piuttosto acuto e ripetitivo, rimbomba nelle mie orecchie. Gra. Gra. Gra. Gra. Gra. La signora Stella è una persona anziana, molto elegante e sempre abbronzata. Non esce quasi mai di casa, rimane sempre nascosta nella sua tana. Ogni tanto la vedo saltellare per le scale o fuori in strada sotto il portico. Allora il mio rospo interiore comincia a muoversi, quasi volesse uscire e aggrapparsi alle sue ascelle in un amplesso ascellare, proprio come fanno i rospi.
La signora Stella dice che faccio troppo rumore e che il mio letto cigola.
Mi manda lettere minatorie in cui scrive che produco “sciabordii d’acqua in orari antelucani”, e uso lo sciacquone del water in maniera esagerata.
L’amministratore del condominio mi scrive, consigliandomi di acquistare delle nuove reti da letto, con doghe in legno. Il padrone di casa mi ha già telefonato tre volte, questo mese, incazzato nero per tutta la storia. Questa faccenda mi sta esasperando e vado in paranoia solo all’idea di dover cambiare casa.
Così nel corso del tempo, mi sono sorpreso a cambiare le mie abitudini. Se vado in bagno, per espellere i rifiuti dal mio corpo, mi sento in colpa.
Quando schiaccio lo sciacquone del water sono preoccupato. Mi chiedo se il mio rasoio elettrico farà troppo rumore. Se scoreggio di notte penso: “Mi avrà sentito?” Conduco una vita da monaco tibetano. Non faccio mai feste o cene a casa con gli amici. Ultimamente la paura di fare rumore, ha aumentato i miei livelli di ansia, scatenando dei comportamenti ossessivi anche durante i rapporti sessuali. Lo ammetto, il cigolio del letto che tanto tormenta la signora Stella del piano di sotto, è causato dal movimento di due corpi che si muovono, il mio e quello di Anna. Sono sicuro che il motivo di tanto odio è l’invidia, l’invidia del pene, forse addirittura del mio pene. Roba da matti.
L’altra sera, mentre guardavo un film, ad un certo punto, vedo la signora Stella, del piano di sotto, immersa in una vasca di acido solforico. Le si stava disintegrando la carne e tutto il resto, fino a diventare uno scheletro, che poi ballava suonando le nacchere, con un turbante rosso in testa. Allora mi sono detto: “ E’ pazzesco, deve essere l’effetto della bufalina”.
La bufalina è una sostanza velenosa secreta dalle ghiandole cutanee e parotidi del rospo, come estrema linea di difesa, in caso di minacce da parte dei predatori. Gli effetti della bufalina sul sistema nervoso dell’uomo, non sono così forti da ucciderlo, ma abbastanza tossici da provocare allucinazioni o stati di trance. Probabilmente è proprio grazie alla bufalina, che nel mondo delle fiabe, il bacio al rospo, che poi si tramuta in principe, ha quei significati magici e misteriosi. Io il rospo non l’ho baciato, come dicono nelle favole, non l’ho nemmeno leccato, ce l’ho ficcato in gola e non sono ancora diventato un principe. Cazzo. Dicono che quando sogni di qualcuno che muore, poi si avvera.
Non voglio trovarmi nei casini per aver sognato e scritto questa storia. Potrebbero incarcerarmi, che so, accusarmi di omicidio, se la signora schiatta veramente. Non so più che pesci pigliare. Non so più che rotta seguire.
Alla fine mi sono ridotto a svolgere le mie attività erotiche su una poltrona divano, che essendo completamente di plastica e gommapiuma, fa solo puf-puf. A volte ci resto sopra, fin quasi mattina. Dormo male, ho bisogno di riposo e tranquillità, ed è proprio questo che mi rimprovera la signora Stella: a causa mia, lei non riesce più a riposare tranquillamente! E’ in pensione, non fa un cazzo da mattina a sera, l’unico pensiero che gli frulla per la testa è che adesso a causa mia, lei non riesce più a riposare.
Riposare da cheee? Dico io. E’ pazzesco. Roba da matti.
Insomma mi sono ripromesso, che assolutamente d-e-v-o fare qualcosa per risolvere tutta questa situazione.
Si, perché, da mattino a sera devi ingoiare dei rospi. Non è salutare, non fa bene alla salute, non è igienico, capite cosa voglio dire?
Ingoia il rospo, ingoia il rospo, ingoia il rospo, poi, dopo, esplodi. Ti si bloccano in gola. Qualcosa bisogna fare. Capite cosa voglio dire? Beh, questo rospo non mi andava più giù. Dai oggi, dai domani alla fine ce l’ ho fatta.
Scaracchiare sì, sputare scatarrando, questo è il metodo per togliersi i rospi dalla gola, provate. Io l’ho lanciato su un foglio, ed è tutto quanto avete appena finito di leggere.

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presentazione di Fulvio Pezzarossa
 
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