Io in 10 righe: Khadijatou Ndiaye

Una sagittario verace, intraprendente e generosa.
Un’amica fedele e sincera che non ama la superficialità: piuttosto preferisce stare in “compagnia” della sua solitudine riflessiva. Trasparente e schietta, o la si ama o la si odia.
Nata e cresciuta nella Petite Côte (Piccola Costa) del Senegal, da padre ragioniere e madre casalinga, dopo gli studi, arriva in Italia agli inizi degli anni novanta.
Vive in bilico tra due mondi che nel profondo l’appartengono, seppur diversi tra loro.
Da circa diciassette anni, abita e lavora a Torino dove ha conseguito un’altra maturità scolastica (Italiana) e un diploma di gestione aziendale ad indirizzo amministrativo.
Sogna di potersi laureare in lingue e letterature, o in scienze politiche.
Il mal d’Africa si fa spesso sentire e quando le è possibile va a rigenerarsi con  profumo del Tekrur.
Un punto di luce che la illumina è il senso della sua vita: suo figlio, italo-senegalese, di 10 anni, capelli mossi, un viso che richiama splendidamente le due identità e la guida in linea diretta.
Khady per gli amici, di qua e di là, felice di essere cittadina del mondo.