Esercizi di Pina Piccolo

Scrivere incipit e fine del racconto (F.Kafka “La partenza”)
La mattina della tromba

Quella mattina continuavo ad essere tormentato da un vago malessere. Inquieto mi aggiravo per le stanze del palazzo cercando qualcosa che acquietasse quel senso dell’ineluttabile che mi opprimeva. Dopo qualche ora di quel vano gironzolare capii che non ero io ad essere in pericolo: si trattava senz’altro del la mia soave Dulcinea. Mi precipitai allora come un forsennato verso il quartiere della servitú urlando al mio fido scudiero di sellarmi il cavallo. Era giunto il momento di dimostrare al mondo intero il nostro ardimento. Avremmo riscattato con le nostre gesta l’onore della stella più risplendente di Spagna.
Il servo non mi comprese. Andai io stesso nella stalla, sellai il cavallo e montai in groppa. Udii sonare una tromba in lontananza e domandai al servo che cosa significasse. Egli non lo sapeva e non aveva udito niente. Presso il portone mi trattenne e chiese: “Dove vai, signore?”
Questa sua lentezza di riflessi, l’ottusitá che manifestava nel momento piú irto di pericoli e colmo di eroiche potenzialitá, nonché l’infimo gradino a cui era scivolata la sua favella non potevano che essere segno di un sortilegio. Era il tentativo estremo del Maligno di frenare il valore di un cuore spronato dalla devozione. Decisi allora che non mi sarei presentato solo alla tenzone. Avrei strappato il mio scudiero alle grinfie del maleficio caricandolo di forza in groppa e costringendolo a battersi al mio fianco. Fu cosí che dopo innumerevoli ore di cammino giungemmo nella Terra dei Giganti, che assaggiarono la potenza del mio braccio. Gli energumeni roteavano i loro immani ferri ma la mia fedele spada li agganciò. Nonostante la sguaiata l’ilarità dei villani, vani furono i goffi tentativi di distruggerci sollevandoci in alto per poi farci precipitare. Emergemmo ancora una volta indolenziti ma trionfanti a rendere omaggio alla regina del mio cuore ed eroici a calcare la riarsa e benedetta terra di Spagna.
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Riassumere il libro preferito in 1 riga, 3 righe e 6 righe.
The brief wondrous life of Oscar Wao

La breve e favolosa vita di Oscar Wao, nerd che aspirava ad essere il Tolkien di Santo Domingo.

Oscar, detto Wao, storpiatura di Wild, dagli amici che si burlano della sua devozione alla scrittura, è alla ricerca febbrile dell’amore, nonostante lo sgradevole aspetto fisico e la maledizione dominicana, il fuku, che perseguita i membri della sua famiglia, comprese la bellissima madre e la sorella punk Lola.

Sullo sfondo storico di Santo Domingo e del New Jersey, saga familiare che ripercorre i destini di tre generazioni sul filo della maledizione dominicana- il fuku. Protagonisti, La Inca, benefica matriarca dominicana, Belicia, ragazza da lei strappata alla maledizione che ne ha decimato la famiglia, e in seguito scappata nel New Jersey per sfuggire da un amante sanguinario, sgherro del dittatore Trujillo, e i suoi figli Oscar e Lola, l’uno disadattato e vorace cultore di fantascienza e manga, febbrile nella scrittura e nella ricerca dell’amore e l’altra, tosta femminista punk, determinata a non seguire le orme materne.