Zouini Sofia e Aymane (Marocco) – Cous cous e spaghetti

Aymane

Mi manca molto un cibo marocchino che si chiama cous cous.   Quando  lo prepariamo la famiglia si riunisce e si mangia tutti attorno ad un grande piatto senza pane. La mia mamma lo prepara anche qui in Italia ma quello che mangiavo in Marocco era più  buono perché le verdure venivano dal nostro orto e   poi lo mangiavamo con tutta la famiglia il venerdì,  giorno di festa.

Perché mi piace il couscous e perché mi piacciono gli spaghetti.

Couscous

Mi piace molto il couscous. E’ bello da vedere  perché è in un piatto grande. E’ a forma di montagna. E’ bello per il colore. C’è l’arancione per la zucca, c’è il verde per le zucchine e la verza, il marrone per le patate, il giallo per lo zafferano, il bianco per la farina del cous cous. Nel cous cous ci sono tanti colori e ci sono tanti sapori.  Ecco perché è buonissimo.

INGREDIENTI

  • 2 bicchieri rasi di cous cous (1 bicchiere = 2 persone)
  • 2 bicchiere rasi di acqua (1 bicchiere = 2 persone)
  • 2 cipolle
  • 4 carote
  • 1 Peperone grande
  • 2 Zucchine
  • 2 cucchiai di curry
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 pizzico zenzero

preparazione del  cous cous

Ammorbidite la farina di cous cous al vapore per 15 minuti fino ad ottenere un composto compatto, sgranate con le mani, aggiungete le verdure.

Spaghetti

Gli spaghetti sono un particolare tipo di pasta, sembrano capelli grandi e lunghi. Sono famosi in Italia. Mi piacciono gli spaghetti al pomodoro. Anche gli spaghetti al pomodoro hanno tanti colori. C’è il bianco per la pasta, c’è il rosso per il pomodoro. C’è il verde per il basilico e il marrone chiaro per il formaggio.  Negli spaghetti ci sono tanti colori.

Aymane Zouini

In Italia  mi sveglio alle 6:30 dopo mi preparo e nella mia camera da letto mi vesto. Guardo i messaggi dei miei amici al telefono, voglio leggere cosa scrivono i miei amici per rispondere. Sono ragazzi che hanno sedici, diciassette anni. Sono bravi, sono i miei compagni di classe. Studiano, ascoltano i prof, lavorano molto. I miei amici vivono lontano, a Nonantola, a San Giovanni, qualcuno abita a Cento così ci scriviamo su WhatsApp. Ci salutiamo e gli dico buongiorno. Parliamo di cosa c’è alla prima ora, se italiano o fisica, parliamo di quello che succede a scuola. Poi spengo internet. Bevo il tè, mangio pane con olio e formaggio, dopo vado a prendere la bicicletta, dopo vado a scuola.

Sofia Zouini

In Italia la mattina mi sveglio alle 6 per  andare a scuola. La mia mamma sveglia me, mio fratello e mia sorella.  Dopo vado in bagno, quando esco vado a vestirmi  e a pettinare i capelli,  dopo vado a mangiare. Mia madre mi prepara la colazione e mangiamo tutti insieme. Poi mi preparo e vado fuori con mia sorella e mio fratello. Vado a scuola in bicicletta perché è molto lontana. Quando arrivo vicino alla scuola vado un po’ alla coop, a chiacchierare con la mia amica Fatima. Anche lei non parla molto italiano perché è pachistana quindi ci capiamo perchè siamo nella stessa situazione. Parliamo delle verifiche e di cosa abbiamo fatto il giorno prima, che la scuola è difficile. Anche in Marocco la scuola era difficile perchè c’erano dei professori che non facevano  capire agli studenti la materia. In Italia invece capisco bene i professori anche se spiegano in italiano e i compiti non sono troppo difficili. In  Marocco invece sono molti  difficili da capire. A scuola entravo con i miei compagni, tre giorni esco alle 13:00 (lunedì, venerdì e sabato) e tre giorni (martedì, mercoledì, giovedì) esco alle 14:00.

Mi piacciono i miei professori, mi aiutano nelle verifiche e sono simpatici.
Mi piace la scuola e i miei compagni di classe.

Quando esco da scuola vado con la mia amica perchè anche lei prende l’autobus ma non quello che prendo io, un altro che arriva prima di quello che prendo io. Vado a San Giovanni, alle scuole Mameli, per studiare per la licenza media. Studio quattro materie (matematica, inglese, italiano, informatica) anche questa scuola è bella, anche i professori mi fanno capire bene bene.

In Marocco invece non mi piaceva la scuola, anche gli studenti della classe erano cattivi  e non volevano studiare. In Italia quando esco da scuola,  il pomeriggio alle 16:45, vado a prendere l’autobus con mio fratello e vado  in coop dove metto la bicicletta, la prendo e vado a casa, quando arrivo a casa tolgo i vestiti, dopo vado a prendere il mio tablet  per guardare se ci sono degli esercizi da fare. Quando finisco i compiti vado a guardare la TV con mia madre e mio fratello e mia sorella. Dopo cena vado a dormire alle 20,55.

In Marocco invece quando uscivo da scuola andavo a casa, la casa non era lontana, era vicina.  Andavo  da sola, non mi piaceva nessuna compagnia. A casa facevo i compiti, dopo andavo fuori con una amica che abitava vicino alla nostra casa, chiacchieravo con lei, giocavamo, dopo tornavo a casa, mangiavo e andavo a guardare la TV,  poi cenavo.