Yasser (Tunisia) – Lablebbi con Harissa

Una volta quando andavo dai miei nonni in Tunisia  mi facevano sempre il lablebbi. Era buonissimo mi piaceva  molto. I nonni lo servivano con il pane raffermo. Ogni volta che lo volevo me lo facevano.

Lablebbi, ingredienti

  • 250g di ceci ammollati per 12 ore
  • 1cucchiaino di cumino in polvere
  • 2 cucchiai da minestra di olio d’oliva extra-vergine,
  • 4 cucchiaini di harissa
  • succo di 1 limone
  • Sale

Come si prepara:

  1. Fare cuocere i ceci fino a che sono teneri ( dalle due a tre ore a seconda dei ceci o 30 minuti in pentola a pressione) con il cumino nell’acqua e senza sale.
  2. Una volta cotti, lasciarli nella loro acqua di cottura, aggiungere sale a piacere, l’olio crudo e il succo di limone.
  3. Una volta impiattato aggiungete un cucchiaino di harissa in ciascun piatto, potete sempre aggiungerne a piacere.
  4. Servite bollente con pane.

 RICETTA HARISSA

  • 60g di peperoncini rossi secchi
  • 2 e 1/2 cucchiai di semi di coriandolo
  • 2 e 1/2
  • cucchiai di semi di finocchio
  • 1 cucchiaio di carvi (cumino dei prati)
  • 45g di aglio
  • 1 cucchiaio di sale
  • 225ml di aceto di vino bianco
  • 225ml di olio d’oliva

Si mescolano tutti gli ingredienti assieme per formare la salsa.

Adesso che sono in Italia non posso più mangiare  il lablebbi e non so neanche farlo.  Mi dispiace non aver imparato a cucinarlo perchè è il mio piatto preferito.

La mia giornata in Tunisia

Mi sono “bruciato” due anni nella prima superiore in Tunisia. Avevo fatto le elementari in Italia poi sono tornato là e ho iniziato a fare la seconda elementare. Ho ricominciato tutto. Era un po’ difficile perchè non parlavo in arabo, non sapevo proprio niente e non conoscevo nessuno ma ero con mio fratello Yosri. Il giorno in cui sono andato a scuola è stato il giorno più brutto perchè il mio maestro mi ha pigliato a schiaffi, senza un motivo. Mi sono arrabbiato di brutto perchè non immaginavo che mi picchiasse. Sono ritornato a casa piangendo. Ho raccontato tutto ai miei genitori e mia madre si è arrabbiata ma mio padre no. Sono ritornato a scuola e ho imparato che là gli insegnanti ti possono picchiare quando sbagli. Ero il più bravo a scuola ed ero sempre il primo. Al mattino mi svegliava mia mamma, trovavo la colazione pronta mi faceva sempre il caffè con cioccolata e il pane che lo faceva a mano e metteva l’olio d’oliva, farina, sale e zucchero: era buonissimo, lo mangiavo quasi tutti i giorni e delle volte lo portavo un po’ per la mia merenda a scuola. Quando tornavo da scuola ero stanchissimo e affamato, mangiavo quello che trovavo e dopo andavo a giocare con i miei amici e i miei cugini. Alla sera ci riunivamo con tutta la famiglia e mangiavamo insieme quello che preparava la Mamma. Dopo cena andavo a fare i compiti con mio fratello e alle 10 di sera andavo a letto.

La mia giornata in Italia

Tutto è cambiato, mi mancano i giorni che sono passati, non vado più a scuola, ho trovato un lavoro, nessuno mi sveglia alla mattina, mi mancano le sgridate della mamma. Preparo la mia colazione da solo, mi manca il sapore del pane che mi faceva la mamma, da piccolo ho provato a farlo a casa ma non mi veniva. Sono dispiaciuto perchè non l’ho imparato ma è così. Alla sera cucina mio fratello, è bravino ma non è come quando cucinava mia madre, quello che faceva mia madre era più saporito. Aspetterò ancora un po’, finchè tornerò in Tunisia e mangerò dalla mattina alla sera …