Wafaa Samadi (Marocco) – Tajine

La cucina marocchina è considerata una delle più importanti cucine del mondo. Una delle ragioni della sua importanza è la sua grande diversità. La cucina marocchina è una cucina ricca di sapori. Il Marocco ha una coltivazione molto importante di frutta e verdura, si producono una grande varietà, quasi tutte le varietà tropicali e mediterranee. Questi sono i prodotti che finiscono in tavola.

Prima di venire in Italia e prima di sposarmi non ho mai cucinato, perché mia madre faceva  sempre tutto in casa. Mi ricordo quando mi diceva: ” Non fare niente ci sono qua io. Dimmi quello che vuoi e io te lo preparo, tu pensa solo a studiare  e a prendere dei buoni voti così mi farai felice”.  Mi ricordo quando tornavo da scuola e aprivo  la porta e mi veniva incontro  l’odore di carne, sapevo che mia madre aveva cucinato il Tajine. ” Emmmm mi manca quell’odore”… salgo le scale  in fretta, mi cambio i vestiti, mi  lavo le mani e mi siedo a tavola con la mamma, papa, le mie due sorelle.  Mi manca tanto anche questa cosa: la famiglia attorno alla tavola. Mi sento triste quando parlo di questi momenti ma la vita e così.

Adesso ho un nuova vita con mio marito, ma non riesco ancora di fare il Tajine  come quello della mamma.  La prima volta che l’ho cucinato ho chiamato la mia mamma al telefono: “Ciao mamma oggi faccio il Tajine  allora dimmi tutto passo dopo passo”. Con la penna ho scritto tutto, ho fatto tutto come mi aveva detto lei usando gli ingredienti giusti ma, non so perchè c’era l’odore, ma il gusto non era uguale.  Dico sempre a mio marito: “Forse la carne o l’acqua italiana non sono come quelle del Marocco, allora non è colpa mia!”.

Vi do la ricetta ma credetemi sembra facile, ma non e così.

Tajine

DOSI & INGREDIENTI

  • spalla di agnello (oppure montone-1.5kg)
  • 500 gr prugne secche
  • 100gr mandorle fritte
  • 2 cipolle
  • 2 cannella stecche
  • cannella in polvere (1 cucchiaio da tavola)
  • zenzero macinato (1 cucchiaio da tè)
  • zafferano (1 bustina)
  • semi di sesamo (1/2 tazze)
  • zucchero (5 cucchiai da tavola )
  • sale (1 cucchiai da tè)
  • olio extravergine d’oliva (evo) (2 cucchiai da tavola)
  • (1 bicchiere) d’acqua
  • 2 spicchio di aglio

PREPARAZIONE

1 – In un contenitore mettete la carne tagliata a pezzi, aggiungete il sale, l’olio, le spezie, una cipolla a pezzetti e l’aglio, miscelate il tutto e lasciate marinare.

2 – Unite l’acqua, incoperchiate e cuocere per 30 minuto a fuoco medio.

3 – Trasferite 2 mestoli di salsa dal contenitore in una casseruola, usate questa salsa per cuocere le prugne.

4 – Quando sono quasi pronte aggiungete 3 cucchiaio di zucchero e un cucchiaio di cannella e lasciate sobbollire.

5 – Aggiungete alla carne la seconda cipolla tritata, cospargete con 2 cucchiai di zucchero e finite la cottura (30 minuti) mescolando frequentemente.

6 – Friggere e scolate le mandorle e tostate leggermente i semi di sesamo in una casseruola.

7 – Servite la carne e le prugne in un piatto, innaffiate con la salsa e decorate con le mandorle fritte ed il sesamo.

LA MIA GIORNATA IN MAROCCO

Mi vengono sempre i pensieri di quando ero ancora piccola, quando avevo una stanza molto bella con colore rosa al muro e l’armadio pieno di foto del mio cartone preferito “Biancaneve” e il mio letto che era  vicino a quello di mia sorella grande.  Ogni mattina alle  7  mi alzavo alla voce della mia bellissima mamma che svegliava me e mia sorella “buongiorno alzati pure è l’ora di andare a scuola”, ma io ero sempre la prima ad andare al bagno (perché mia sorella non si alzava facilmente: le piaceva dormire). Lavavo il viso e mettevo i vestiti che sceglievo io da sola, e andavo direttamente alla tavola per fare la colazione che preparava sempre la mamma. Si trattava di un bicchiere di latte con cioccolato e il msemen con miele, invece gli altri bevevano il tè.  Quando finivamo la nostra colazione prendevamo i  nostri zaini e baciavamo la mamma che ci diceva sempre: “prendetevi cura di voi due” e così con mio padre andavamo a scuola che stava vicina alla nostra casa.

A scuola avevo molti amici, giocavamo, ridevamo insieme ma solo fuori dalla classe, quando entravamo non potevamo fare confusione perchè c’era una insegnante che era sempre arrabbiata, non lo so perché, ma forse perchè avrebbe voluto che noi diventassimo bravi, e così quando finivamo uscivo da scuola e andavo a casa.  Quando arrivavo a casa mi lavavo le mani e accendevo la TV, guardavo un po’ di cartoni mentre aspettavo che mio padre venisse a casa dal lavoro, per mangiare tutti insieme.

Il pranzo era sempre bello per me perché mia mamma preparava ogni giorno un piatto diverso (carne con patate, o pollo con carote, o pesce con insalata, o couscous …..).  Era molto bello, con mia sorella che faceva confusione, prendeva qualcosa che era davanti a me e qualcosa che mi piaceva mangiare e faceva così per scherzare e mi faceva arrabbiare.  Quando finivamo mia sorella lavava i piatti e puliva la cucina e mio padre ritornava al suo lavoro. Io andavo a giocare e quando arrivava mia sorella uscivamo davanti alla porta di casa a giocare con i nostri amici, ma per un po’ di tempo, perché a mamma non piaceva mai che noi giocassimo fuori casa perché aveva sempre paura per noi.  Dopo la mamma andava a pregare  in moschea e andavamo con lei, io e mia sorella e quando ritornavamo io entravo nella mia stanza per cominciare a fare i miei esercizi di scuola.

La sera mia sorella preparava la cena ma era sempre una cena leggera perché per noi è bello per la salute non mangiare troppo la sera, allora come sempre aspettavamo mio padre per mangiare insieme e guardavamo la TV e quando erano le 22 la mamma diceva : “E’ l’ora di dormire e fare  bei sogni” e noi non volevamo andare a dormire così cominciavamo a dire: “per favore mamma non adesso ancora un po’, ancora un po”’ ma per lei era l’ora di dormire e l’ora non poteva cambiare. Andavamo ai nostri letti e accendevo sempre una piccola lampadina perchè avevo paura del buio e, sempre, quando mi svegliavo nel cuore della notte, andavo nella stanza dei miei genitori e svegliavo mio padre perchè non potevo andare da mia mamma perchè si arrabbiava e dicevo a mio padre: “ho paura papà posso dormire con voi” e lui mi prendeva sul loro letto per dormire e sentivo che ero sicura, non lo so perche! E così è stato sempre bello con la mia piccola famiglia.

LA MIA GIORNATA IN ITALIA

Adesso sono una donna sposata e abito in Italia con mio marito, le mie giornate sono quasi uguali, mi alzo la mattina alle 9 o alle 10,  mi lavo e prego e vado in cucina, preparo la colazione; per me un bicchiere di latte e un pezzo di torta dolce che ho fatto con le mie mani  e per mio marito un caffè e un pezzettino di questa torta, dopo lui va al lavoro e io pulisco tutta la casa e preparo un piccolo pranzo per me, mangio e mi siedo davanti all’armadio per pensare a cosa mettere come vestito per andare a scuola. Prima di andare, parlo sempre con la mamma al telefono per farmi raccontare cosa fa o cosa c’è di nuovo. A me piace molto parlare con lei perchè è come un’amica per me e racconto tutto anche a lei.

Vengo a scuola alle 15, ci sono i miei amici e miei gentili e carissimi insegnanti  e passo con loro un bellissimo tempo. Impariamo e scherziamo, facciamo di tutto e ho imparato molte cose non solo della lingua ma anche altre cose della vita, soprattutto il modo giusto di vivere in Italia. Alle 19 di sera vado alla mia casa. Arrivo mi lavo, prego, mangio e comincio a preparare la cena e come mia mamma, preparo ogni giorno una cosa diversa. Preparo la tavola e aspetto mio marito che arriva a casa alle 22, mangiamo insieme e gli racconto cosa ho fatto oggi e dopo lavo i piatti e lui cerca un film e lo guardiamo insieme.  Dopo andiamo a dormire per un altro giorno.

Nei  week end usciamo sempre insieme e andiamo a Bologna per fare un giro e comprare delle cose. Quando abbiamo fame andiamo in un ristorante per mangiare una buonissima pizza.