Rubab Ume (Pakistan) – Alu paratha

Quando  ero piccola  mia nonna cucinava alu paratha che era molto buona,  buonissima. Quando la nonna cucinava o preparava  la alu paratha tutti erano felici, però tutti la preparavano ma non era buona cosi  come la preparava lei. Quando la nonna cucinava alu paratha i  miei  cugini volevano mangiarla per primi, poi dicevo che invece per prima la volevo io. Paratha si mangia con tante  cose, con uova fritte, con sottaceti e con salsa di menta e coriandolo. Alu Paratha é facile da cucinare.

Ingredienti

400 g di farina, 80 ml di olio di semi, mezzo cucchiaino di sale, acqua tiepida quanto basta. Per il ripieno servono: patate lesse sbucciate e tagliate a fettine, zenzero fresco, un cipollotto, del coriandolo fresco o del prezzemolo, sale.

Preparazione:

Lavorare la farina con l’olio ed il sale e pian piano cominciare ad aggiungere dell’acqua, poca alla volta. Si deve ottenere un panetto non troppo sodo, che va avvolto nella pellicola e fatto riposare un’oretta a temperatura ambiente. Dopo, dividere il panetto in palline medio/piccole, che vanno  lavorate per farle diventare come delle piadine. Dopo vanno coperte con pellicola e fatte riposare una mezz’ora. Dopodichè prendete una girella e tagliatela a metà.  Con il mattarello lavorate le due metà per farle diventare grandi come la padella. Su di una metà mettere delle patate lesse, condite con sale e pepe, dello zenzero grattugiato e del prezzemolo (o coriandolo). Coprite con la seconda metà e schiacciate bene con le mani fino a chiudere bene. Cuocete la paratha sulla padella unta e ben calda. Appena messa sul fuoco, fate  piccoli taglietti sopra e mettete olio con un pennellino. Girate dopo poco e cuocete anche dall’altro lato. Man mano che sono pronte, mettetele una sull’altra. Poco prima di servire, tagliate a spicchi con le forbici e servirle. E così sono pronte,  potete mangiarle con formaggi, salumi o…panna acida.

La mia giornata  nel mio paese

Nel mio paese abitavo  con la mia  famiglia. Mi svegliava la mia mamma alle 7 per andare a  scuola. Quando aprivo gli occhi vedevo i miei fratelli, certe volte ero felice di vederli certe altre ero arrabbiata con loro perchè erano molto rumorosi. Poi andavo in bagno e spesso litigavo  con i miei fratelli per chi doveva andare prima. Trovavo la colazione pronta  perché la  preparava  la mia mamma, con tante cose diverse.  Ad esempio mi ricordo la mamma preparava paratha  e il te con latte e Halwa: questo è un piatto dolce.                                                                                                  Facevo colazione e poi andavo a scuola in autobus con i miei cugini. Arrivavo  sempre  in tempo. Ero molto brava a scuola, prendevo sempre  voti alti. La maestra mi diceva sempre: “sei e molto brava “. Quando facevo la merenda e compravo cose da mangiare, uscivo dalla scuola e andavo in uno dei negozi che erano fuori  e mangiavo  con miei amici. Mi ricordo quando tornavo  da scuola facevamo degli scherzi con gli amici. Quando rientravo a casa trovavo la mamma ed ero sicuramente  affamata,  urlavo: ” ho fame, ho fame mamma, dammi subito qualcosa da mangiare”. Mamma diceva: “Aspetta  quando vengono i tuoi fratelli mangiamo  insieme”. Dopo pranzo bevevo sempre tè inglese. Dopo dovevamo giocare con i miei cugini. Alla sera dovevamo fare i compiti di scuola.   Aiutavo la mamma a preparare la tavola, la cena era simile al pranzo. Dopo la cena facevamo due chiacchiere e poi andavamo a letto.

La mia giornata in Italia

In  Italia abito con la mia famiglia. Mi sveglia la mamma  alle 8. Poi mi lavo la faccia e  lavo i denti, poi faccio  colazione, bevo latte e mangio biscotti. Dopo colazione pulisco la casa, poi guardo la TV. E alle 11:30 preparo il pranzo. Alle 12:30 pranziamo. Dopo pranzo  chiacchiero con i miei fratelli. Alle 3 vado a scuola per imprare l’italiano e prendere la licenza media fino alle 7. Poi torno a casa e trovo la cena pronta, perche la cena la prepara la mamma. Ceno insieme con tutta la famiglia. Guardiamo la tv insieme dopo di un’oretta aiuto a fare i compiti  di scuola i miei fratelli. Poi andiamo a letto alle 10.