Diop Ndeye Bineta (Senegal) – Pastels

Quando vivevo con mia madre ed i miei due fratelli, mia mamma aveva l’abitudine di prepararci un buon piatto che si chiama “pastels”. Lo mangiavamo accompagnato con l’insalata, pomodori ed una salsa di cipolla. Quando cucinava questo piatto io sentivo il buono odore nella casa dovunque,  ed io ero troppo contenta e mi precipitavo a mangiare con la famiglia intorno alla scodella. Non solo il piatto era molto buono da gustare ma anche l’ambiente intorno a noi era magnifico. Questi momenti di condivisione mi mancano molto e sono indimenticabili nei miei pensieri.

Ingredienti:

Per la pasta

250 g di farina di grano 125 g di burro, in tempo ambientale, struttura pomata, 1 uovo 5 cl di acqua 1 piccolo cucchiaio a caffè di sale

Per la farcitura:
1 scatola di sardina all’olio, o 150 g di pesce tilapia sbriciolato, per un gusto pronunziato, o 150 g di pesce capitano per un gusto leggero, 1 piccolo cucchiaio di pimento in pasta rossa 1 torre di pepe nero senegalese 1/2 cucchiaio a caffè di aglio grattugiato 1/2 cucchiaio a caffè di zenzero grattugiato 1/2 cipolla tagliata in piccoli dadi 1/2 pomodoro tagliato in piccoli dadi 1 cubo maggi stella, facoltativo,

Per la piccola salsa che accompagna il cibo:
2 grossi pomodori tagliati finemente in dadi 1 cipolla tagliata 1 baccello aglio grattugiato, un poco di zenzero grattugiato, 1/2 cucchiaio a caffè di anice africano, 1/2 cucchiaio a caffè di finocchio macinato, 1 foglio di alloro, del sale e del cubo maggi dell’olio di arachide per arrostire

procedimento:

1 – Per la pasta :
In una scodella, mettete la farina, il sale ed il burro e mescolate dell’estremità delle dita, fate un pozzo al centro ed aggiungete l’uovo.
Mescolate finché si incorpora completamente, aggiungete appena un poco di farina per le mani che incollano.
Infarinate leggermente un piano di lavoro o una grande tavola e schiacciate la pasta col polso affinché il burro aderisca alla pasta, formate poi una palla, coprire di pellicola  e tenetela in frigorifero.

2 – fare la farcitura:
In una scodella mescolate, la sardina, il pimento, il pepe, l’aglio, lo zenzero, il dado.
Mettete a scaldare un poco di olio, aggiungete a cipolla ed il pomodoro tagliato a dadini, appena il pomodoro comincia a cuocere, aggiungete le sardine e lasciate cuocere dolcemente per 5 minuti.

3 – fare la piccola salsa:
Mettere un poco di olio a fuoco dolce, si fa ritornare le spezie (aglio, zenzero, anice, finocchio, sale, cubo, alloro).
Alla fine di 3 minuti, si aggiunge il pomodoro e la cipolla, si schiaccia il pomodoro alla spatola, si aggiunge 3 cucchiai a zuppa di acqua, si lascia cuocere 5 minuti e è pronto.

Per finire:
È tempo di lavorare i nostri pastelli, col nostro mattarello infarinato ed il piano di lavoro anche si svolge la pasta, appiattendo bene al rotolo, si distende bene la pasta.
Con un porto locale cerchio o una piccola tazza si taglia dei cerchi nella pasta, si gli alberghi al centro dello scherzo.
Poi, si richiude ogni pastello, deve avere la forma di un mezzo cerchio, con una forchetta infarinata si richiude i pastelli per pressione sul bordo del pastello. (Ripetete l’operazione fino a sfinimento della pasta.

Fate scaldare l’olio di arachidi in una padella, e portateli fuori appena sono dorati, posateli su della carta assorbente.
Servite con la piccola salsa, è pronto.

La mia vita in Senegal

In Senegal, vivevo in una piccola casa nella periferia di Dakar. Eravamo una famiglia di 4 persone: mamma, me e i miei due fratelli più grandi. La gioia di vivere non si è mai persa in casa nostra, anche se abbiamo perso il nostro caro papà troppo presto. La tenerezza e il sostegno della nostra mamma coraggiosa è stata più che sufficiente per non farci sentire troppo la mancanza di un padre. Io sono l’unica figlia della famiglia. Io, mia madre e mio fratello più piccolo eravamo inseparabili.

Dormivo sempre con mia mamma. ma ci sono stati anche momenti che andavo nella mia camera per stare da sola. Soprattutto Quando ero arrabbiata.

MAMMA aveva l’abitudine di svegliarsi ogni giorno alle 5 di mattina a pregare e ascoltare una trasmissione della radio. Quando voleva svegliarci alzava il volume della radio al massimo. così nessuno poteva più dormire a causa del rumore assordante. Quando andavo a scuola, mamma mi svegliava alle 6 di mattina. lei mi toglieva la coperta e mi diceva:”Ndeye Bineta alzati! E’ ora se non ti sbrighi rischierai di essere in ritardo.” in quei momenti ero troppo arrabbiata perché non volevo alzarmi perciò rimanevo ancora 15 minuti a letto.

Prima di tutto facevo la doccia poi pregavo. non avevo l’abitudine di fare la colazione a casa quando  andavo a scuola perché non mi piaceva mangiare a quell’ora. prima di partire mamma obbligava me e miei due  fratelli  a riguardare un attimo le lezione che avevamo quel giorno in classe. Poi uscivamo di casa alle 7.30 per andare a scuola. andavo a piedi per mezz’ora. Iniziavo il corso alle 8 e finivo ogni giorno ad ore diverse secondo l’organizzazione. Non arrivammo mai in ritardo o solo di 5 minuti. Ero sempre rispettosa delle regole della scuola. Mi mettevo sempre sul secondo banco a sinistra con la mia amica che amavo molto. la classe era armoniosa, con una buona atmosfera, mi manca molto. Alle 10.00 facevamo la pausa di 30 minuti e mangiavo con i mie amici perche’ non facevo la colazione prima di andare a scuola. Io mi ricordo la bella donna che veniva da noi per vendere il cibo. lei era bella e sorridente. metteva le salse diverse in ciotole allineate. L’ambiente era pulito. avevo l’abitudine di comprare “pane con tonno”, “pane con maionese”, “pane con ndambé” ecc, e una tazza di caffè. finivamo il corso alle 15 o 17 dipendeva dall’ ora di inizio.

Quando tornavo a casa, c’era mia mamma che già aveva finito di cucinare. poi facevamo il pranzo con tutta la famiglia. Mangiavamo insieme intorno a una grande piatto. Mi piaceva la cucina di mamma perché faceva bene il riso con diversi piatti. Dopo pranzo gli amici dei mie fratelli e i miei amici venivano a casa nostra per prendere tè e discutere di una tema d’attualità. Mamma, lei dormiva sempre dopo pranzo perché non parlavamo a voce alta. Dopo partivano gli amici, ci mettevamo insieme da qualche parte con mamma per fare i suoi esercizi e imparare le sue lezioni.

La sera facevo la cena. preparavo i piatti più veloci come pasta, salsa con carne, insalata, o pastels che me piaceva molto. Quando finivo di cenare, facevo ancora la doccia perché siamo in un paese caldo, mi lavavo i denti poi andavo a letto.

Quando non andavo a scola mi svegliavo alle 10. Facevo le pulizie di tutta la casa e la cucina. A volte uscivo per andare a visitare i miei compagni di classe o stavo a casa a guardare film o opere teatrali. mi ricordo di una serie che guardavano anche i miei fratelli tutte le sera alle 19.00. si chiamava “rubi” era una telenovela messicana. Però se non facevo bene i compiti non avevo il permesso di guardare il film. percio’ studiavo con serietà e facevo le gli esercizi giusti.

Ecco la routine delle mie giornate quando vivevo nel mio bel paese. mi mancano molto questi momenti simpatici con la mia famiglia soprattutto con mio fratello piccolo, perché siamo complici.

Da quando sono arrivata in Italia, non vivo nello stesso modo che in Senegal. Adesso, vivo con mio marito in un  piccolo appartamento nel centro di Sant’Agata Bolognese. Mi piace  l’ambiente dove viviamo perchè è calmo e si trovano vicino dei negozi.  Quindi faccio qualcuna delle mie spese in piazza.

Tutti i giorni ci svegliamo  alle 6 perché lui devi andare al lavoro. Per svegliarsi ci pensa mio marito, lui regola il suo risveglio. Noi siamo più dei bambini e non aspettiamo nessuno che ci svegli.  Per essere una buona moglie mi alzo alla stessa ora per pregare con lui e fare la colazione solo per lui, per me prendo solo una tazza di acqua e basta perchè non posso mangiare a questa ora, non mi piace e ho l’abitudine già dal Senegal. Poi torno sul letto per continuare a dormire. Però regolo la mia sveglia e mi alzo alle 9.00. Come ogni donna responsabile e capace di gestire la mia casa, inizio a mettere in ordine perché faccio solo due volte la grande pulizia: mercoledì e venerdì. Quando ho finito faccio la doccia e faccio colazione. Per quello prendo un cappuccino o solo latte, pan carrè o baghette con formaggio o burro o nutella.  Ci sono dei giorni in cui faccio l’ omelette o cucino tonno e lo metto dentro la baghette hmmmmm mi piace molto!  Prendo anche sempre frutta: arancia o kiwi o mele. Dopo guardo un po’ la tv perchè c’è una trasmissione sulla TFM: un canale senegalese che mi piace molto. Nello stesso tempo preparo anche il mio pranzo e la cena. Per diversificare il cibo, preferisco fare piatti senegalesi 3 volte a settimana poi altri piatti  come pasta, couscous, etc. ma provo sempre a fare piatti veloci perchè la mattina non è troppo lunga e devo finire tutto prima di andare alla scuola. Alle 13.00 pranzo. Mangio pasta o riso o sandwich, dipende dai miei gusti del giorno.  Non mi piace quell’ ora perchè sono da sola a casa e mi fa pensare alla mia famiglia quando ero in Senegal e mangiavo con loro.

Alle 14.20 prendo l’autobus per venire a scuola, mi piace stare con i miei amici. Anche le prof sono molto gentili. L’ambiente della classe è bello. Almeno venire a scuola è un’attività che mi fa dimenticare alcuni dei pensieri  perchè è troppo noioso rimanere a casa e non faccio niente di bello.

Torno a casa sempre alle 19.00 accompagnata da mio marito. Anche lui torna dal lavoro a questa ora. Arriviamo a casa, si mettiamo a parlare e raccontare la giornata che abbiamo passato, scherziamo. Questi momenti sono belli perché c’è un po’ di armonia in la casa. Poi lui va a fare la doccia e io vado a preparare per la cena, per esempio apparecchiare. Prima di mangiare, preghiamo. Per la cena, ci mettiamo  uno di fronte all’altro, parliamo un po’ di cose serie per esempio se c’è qualche appuntamento. Dopo cena sparecchio e lui lava le piatti. Poi io vado a fare la doccia, lavo le denti e metto il mio pigiama. Anche mio marito, poi ci mettiamo in  sala per guardare il telegiornale, parliamo con la mia famiglia in Senegal.

Nel  week end mio marito non va a lavorare, anche io non vado a scola, allora facciamo le cose un po’ diverse. Ci svegliamo alle 10.00-10.30. poi facciamo come tutti gli altri giorni,  però facciamo la spesa della settimana e la sera andiamo al cinema, facciamo anche shopping e  visitiamogli amici.

Vedi che non vivo più nello steso modo di quando ero in Sènègal. La mia vita di studente è cambiata in  una vita di donna responsabile.  Mi manca molto la vita passata con mia famiglia, ma mi piace vivere con mio marito e aver formato la mia famiglia.