Abdou-Samadou (Togo) – Coco

Il mio  piatto preferito è il coco.
Un piatto di tipo della cultura mia.
La mia mamma donna gentilissima,
lo fa e me lo serve ogni giorno,
sopratutto la mattina.
Io lo prendo come un bambino,
che prende il latte dalla sua mamma,
perchè è buonissimo, il coco.
Lo portavo anche a scuola e
lo bevevo almeno tre volte al giorno.
Una volta la mia mamma,
aveva  mal di  testa e non riusciva a prepararlo.
Allora lo dovetti  farlo io  e servirlo alla mamma.
Lei mi ha detto quali erano gli ingredienti e
io sono andato in cucina per prepararlo.
Prima ho fatto bollire l’acqua e l’ho messa in una tazza,
poi ho aggiunto  idonom (farina di mais), l’ho lasciato riposare
quindici minuti e poi l’ho mescolato. Ho fatto
tutto come lo faceva la mamma.
Quando ho finito di cucinarlo,
ho aggiunto un po’ di zucchero e l’ho portato alla mia mamma
che l’ha bevuto.
Quando ha finito di berlo,
mi ha chiamato e  mi ha detto: ” figlio mio,
sei bravissimo e anche se morissi,
so che ti ho insegnato la nostra cultura e
tu l’hai imparata.” E ha aggiunto:” figlio mio,
non fare  mai l’errore di dimenticarla. Perchè se ricorderai
la tua cultura, la nostra cultura,
quello che ti ho insegnato, questa è e sarà la tua anina.”
Oh coco,buonissimo piatto che mi manca oggi.
Oh coco,il mio piatto preferito come la pizza italiana.
Oh dove e quando posso avere la chance di trovarlo?

La mia giornata in Italia, in Europa

Tutto comincia in alto mare. Vestito di bianco,
mani verso il cielo, sorriso di festaiolo, grido di luce
come l’avvento del Profeta. Era solo per ridire grazie all’eterno.
In Italia, l’aria e’ molto favorevole e sono molto
contento di essere qua. Perche mi dico che c’e’ la democrazia, la
liberta’, la pace e posso guadagnare  per il lavoro e diventare ricco.
Ora mi sveglio all’orario che voglio, che di solito è alle quattro.
Quando mi sveglio, prima di tutto prego il Dio Allah, gli domando
la benedizione e poi dico buongiorno a miei amici che vivono con
me, a casa. Dopo faccio la doccia, mi vesto e poi cucino
la colazione  alle otto. Dalle dieci  alle quattordici vado in
biblioteca per fare delle ricerche personali, scrivo le poesie, leggo
un po’ i poemi dei poeti classici del passato come Charles
Beaudelaire, David Diop, Fausto Brizzi…e anche leggo i libri della
cultura italiana per avere l’opportunità di imparare o capire
questa cultura e vivere insieme con gli italiani. Alle quindici
vado a scuola  a San Giovanni in Persiceto: cpia.
Dopo la scuola torno a casa, cucino la cena e mangio
alle venti e poi faccio la doccia e mi vesto per la notte. E prima  di
andare a letto alle venti due e trenta, leggo la lezione che
abbiamo fatto nel giorno e poi faccio gli esercizi per la  prossima lezione.
Sono molto contento di essere in Europa soprattutto in Italia.
Sono al sicuro, in libertà, in pace. Mangio molto bene cose di qualità e dormo bene in una bella casa e molto comoda. Pero’ la cosa,   la più discutibile e importante è che  adesso non lavoro e non ho qualcosa da fare e per guadagnare i soldi. E anche mi manca molto  la mia cara famiglia che vive in Togo.
Oh Dio, dov’e il mio destino ?