Paolo (Italia) – Il tortellino

Caro,

amico caro, amico bello,

sei tutto cicciottello

hai la forma di un cappello

io ti amo

io ti adoro

specialmente nel tuo brodo

ma puoi esser consumato

con la panna o col ragù

ma non cambia il tuo sapore

alla fine resti sempre tu

il migliore.

Parliamo di cibo

La prima cosa che mi viene da pensare è che la parola “cibo” , formata solo da quattro lettere mi sembra troppo piccola per contenere il suo significato pensando che insieme all’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo è uno dei tre elementi indispensabili per la sopravvivenza, per qualsiasi forma di vita presente in questo pianeta.

Quello che più mi rammarica è “purtroppo” il fatto che non tutti i suoi abitanti ne sono in possesso in quantità sufficiente per il bisogno quotidiano per cui sopravvivere, ma noi possiamo solo sperare che in un prossimo futuro, questo non sia più un sogno per qualcuno, ma una realtà per tutti. A questo proposito mi ritengo una persona fortunata. Nella mia vita o sempre avuto il necessario per vivere tranquillamente con la mia famiglia la fortuna è stata quella di nascere in un paese malgrado i suoi problemi, nessuno che io ricordi ha perso la vita per mancanza di cibo.

Sono italiano, nato a Ferrara in una regione (Emilia Romagna) riconosciuta in tutto il paese, forse anche oltre, come una delle cucine più apprezzate al mondo, per i suoi piatti tipici ed i suoi prodotti doc di cui tutta L’Italia ne è piena. Nella mia vita ho avuto la possibilità di viaggiare abbastanza di gustare altri piatti in altri paesi legati alle loro tradizioni ne ho trovati di buoni e di meno buoni, ma nessuno di questi mi ha colpito in modo particolare.

Hanno però contribuito a farmi apprezzare sempre di più quelli legati alla mia terra, alle mie radici, penso che poi alla fine sia così per tutti.

Potrei fare alcuni esempi dei piatti più conosciuti ad esempio: Bologna città capo luogo di regione è conosciuta per i suoi tortellini un primo tipico, oppure per l’insaccato più famoso cioè la mortadella salume anche esso tipico della zona.

Se poi mi sposto verso sud arrivo a Firenze città e capo luogo di regione (TOSCANA) dove posso gustare la classica fiorentina, bistecca che viene ricavata dalla lavorazione della carne di una razza bovina specifica chiamata chianina, una mucca bianca allevata allo stato brado, questa bistecca viene cucinata alla brace con una bassa cottura per non alterare il suo sapore.

Se poi mi sposto verso est vado a Ferrara dove trovo il famoso pane ferrarese noto per il suo profumo e la sua fragranza, se poi lo accosto alla salama da sugo, altro piatto tipico della zona dire io che il connubio non ha rivali, naturalmente per un estimatore come penso di essere nato è vissuto in zona.

Potrei continuare, ma ho fatto questi esempi per dire che il cibo può essere visto sotto due aspetti completamente diversi tra loro, e cerco di spiegarne il motivo: a mio parere esiste il cibo che serve a far si che il corpo abbia il necessario in proteine, vitamine, carboidrati e tutto il resto per la nutrizione necessaria alla sopravvivenza, questo tipo lo ritengo il più importante cioè cibarsi di qualsiasi cosa sia commestibile, di conseguenza annulla tutto quello che invece possiede l’altro tipo cioè la qualità, il sapore il gusto  che non servono per la sopravvivenza ma solo a soddisfare il palato di chi se lo può permettere . Ho notato col tempo che il mangiare migliore, più gustoso (per certi piatti) lo trovo a casa mia nei piatti tradizionali, che cucinava una volta mia madre e adesso mia moglie. Anche in questo caso e d’obbligo fare qualche esempio: i tortellini in brodo. Oltre che farli con “passione” ingrediente indispensabile per la riuscita del piatto stesso, vengano adoperati gli ingredienti migliori, cominciando dal parmigiano alla carne per il ripieno per arrivare al brodo di cottura, fatto con gallina ruspante e carne di manzo adatta per il brodo. Sicuramente non possono essere paragonabili a quelli della grande distribuzione.

É cosi pure per la lasagna altro piatto tipico e potrei proseguire ancora.

Penso anche che questo tipo di cucina tradizionale sia condannata nel tempo ad estinguersi perché ho notato che oggi le giovani coppie vivono una vita intensa a causa, del lavoro, dei figli da accudire e non rimane loro il tempo necessario da dedicare alla cultura alle tradizioni legate alla cucina. Per questo trovano rifugio nella grande distribuzione, perdendo in questo modo il patrimonio di conoscenza che fino a ieri era stato trasmesso a noi dai nostri cari che ci hanno permesso di conservare le nostre tradizioni, le nostre origini, nonchè le nostre radici. Ed è un peccato che nel tempo tutto questo possa svanire.

Questo pensiero mi fa ritornare indietro nel tempo ricordando quando ero un bambino di tre anni e mia nonna preparava il pane (che io ritengo sia il re di tutti i cibi). Era un giorno di festa per me perchè mia nonna usava una parte dell’impasto preparato per fare una statuetta a forma di oca che infornava per misurare la caloria del forno, per capire quando infornare il pane. Poi mi dava la statuetta da mangiare, mentre scrivo mi sembra di sentirne ancora il profumo, ricordi indelebili per un bimbo di tre anni.

Oggi che ho moltiplicato per molte volte quei tre anni, posso dire di aver vissuto abbastanza per descrivere la diversità del cibo, visto come elemento indispensabile alla sopravvivenza, oppure come ad una gioia della vita, perchè il cibo può essere anche questo ed il mondo sarebbe migliore se quest’ultima ipotesi fosse la norma e non l’eccezione.