Quello che so non è quello che vedo

Opere vincitrici del liceo Medi

QUELLO CHE SO NON E’ QUELLO CHE VEDO
Nagma Chaudhry , nata a Villafranca da genitori indiani

Il lavoro è un’attività finalizzata alla produzione di beni e servizi necessari alla soddisfazione di bisogni individuali e collettivi; è uno dei tre fattori principali della produzione , assieme alla terra e al capitale.
Il lavoro può essere classificato in base al settore di attività che ogni persona può svolgere : produzione di materie prime,come nell’attività mineraria e nell’agricoltura; produzione industriale, cioè trasformazione delle materie prime in oggetti utili all’uomo ; distribuzione , ossia trasferimento di oggetti utili da un luogo all’altro a seconda delle necessità umane ; operazioni di gestione della produzione, come il lavoro d’ufficio ; e servizi, come quelli offerti da medici e insegnanti, ricercatori, pubblicitari, addetti ai trasporti, gente dello spettacolo ecc. Un’altra classificazione fa riferimento al rapporto sociale del lavoro: subordinato e lavoro autonomo , attività professionale ecc. Il lavoro dipendente comprende a sua volta figure diverse, dal dirigente d’impresa all’impiegato,all’operaio. Infine si distingue ancora tra lavoro intellettuale e manuale.
Per lavoro subordinato si indica una prestazione lavorativa regolata da un contratto in forza del quale il lavoratore si obbliga a lavorare a favore di un’altra persona , il datore di lavoro, in cambio di un compenso in denaro; il datore di lavoro è infatti chi ha bisogno del lavoro di altri e può offrire del denaro per ottenerlo.Il lavoro stagionale è svolto durante un determinato periodo dell’anno.Il contratto di lavoro è particolarmente diffuso nel turismo e nell’agricoltura. Nel turismo riguarda prestazioni lavorative negli esercizi pubblici( bar, ristoranti, alberghi) e nelle strutture ricreative e sportive durante le stagioni estive e invernali. In agricoltura, riguarda soprattutto il lavoro svolto nella raccolta e distribuzione della frutta e degli ortaggi.Nel sud d’Italia il lavoro stagionale in agricoltura ha coinvolto molti immigrati, in particolare africani. Questo contratto è regolato da particolari disposizioni di legge che tendono a garantire alcuni diritti fondamentali del lavoratore: il diritto al riposo, il diritto all’assunzione a tempo indeterminato oltre un certo numero di giorni di lavoro. Si parla invece di lavoro autonomo quando non c’è alcuna subordinazione del lavoratore nei confronti di chi ha commissionato l’opera: è autonomo ad esempio il lavoro compiuto dal meccanico che ripara un’automobile. Sono lavori autonomi anche le libere professioni, come quella del medico, dell’avvocato e dell’ingegnere. Il compenso del libero professionista è legato all’aspettativa relativa al risultato finale. Tutti questi sono esempi di lavoro bianco , dove i diritti e i doveri del lavoratore sono disciplinati dal contratto che definisce il salario e le ferie che spettano al lavoratore, le disposizioni per la pensione e l’orario di lavoro.Nella conclusione del contratto devono essere rispettate le norme di legge e gli accordi collettivi che servono a tutelare da un lato i salari e le condizioni di lavoro dei dipendenti e dall’altro a garantire ai datori di lavoro una continuità di produzione.
Il diritto al lavoro sancisce per ogni cittadino il diritto di avere un lavoro e di essere protetto contro la disoccupazione. Spesso , purtroppo , questo diritto non è affatto garantito e migliaia di persone sono costrette ad abbandonare il loro paese in cerca di un lavoro.questo succede oggi in tutto il mondo, particolarmente nei paesi sottosviluppati dove la crescita economica è molto lenta o addirittura ferma, e quindi vi è maggior pericolo di disoccupazione. In alcuni paesi industrializzati la maggior parte dei lavoratori provenienti dai paesi del Sud,cioè quelli più poveri, vengono impiegati nelle fabbriche in attività sempre più standardizzate. Gli operai dell’industria sono perciò indifesi contro lo sfruttamento (orari di lavoro prolungati, disciplina di fabbrica) e privi di protezione dalle conseguenze di malattie, invalidità e disoccupazione.
La crescente riflessione sui guasti sociali prodotti da un mercato incontrollato portò a campagne di opinione contro gli abusi più gravi come il lavoro minorile. Questa espressione sta ad indicare l’impiego di minorenni nelle attività lavorative. In tutte le epoche e società i bambini sono stati utilizzati per lavori propri degli adulti; l’utilizzo di manodopera minorile prima non era considerato un gran problema , mentre oggi si tende a riflettere su questo ,il quale potrebbe interferire con la loro educazione o danneggiare la loro salute, ma questa teoria non è uguale in molte parti del mondo,soprattutto nei paesi sottosviluppati dell’America latina, dell’Africa e dell’Asia, dove le condizioni di vita dei bambini lavoratori sono misere e le possibilità di istruzione minime. Quindi, poiché i magri guadagni dei fanciulli sono indispensabili per la sopravvivenza della famiglia in certi casi essi vengono ceduti dalla famiglia stessa a datori di lavoro che hanno anticipato una somma di denaro sulla quale sono dovuti onerosi interessi che i bambini devono rimborsare col proprio lavoro venendo così a ritrovarsi in una situazione di vera e propria schiavitù. La schiavitù e il lavoro minorile fanno parte del lavoro nero, che è una prestazione che viene espletata dal soggetto percependo un salario del tutto inadeguato e senza una copertura assicurativa. Nel tentativo di arginare questo fenomeno lo stato ha trasformato il mancato versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro in un vero e proprio reato.