Non se ne può più fare a meno

Opere vincitrici del liceo Medi

NON SE NE PUO’ PIU’ FARE A MENO
Drazen Sandic, nato a Pola (Croazia)

Si definisce nero tutto ciò che é illegale, e dunque ha un significato negativo.
Quando nero è riferito al lavoro il pensiero va agli immigrati, i quali si trovano spesso in questa situazione, per questo noi stranieri siamo visti sotto una luce negativa.
L’extracomunitario ruba il lavoro agli italiani, ma se, ad esempio, un’inglese viene a lavorare in Italia non è giudicato come un rumeno o come un albanese, anzi talvolta si sopravvaluta.
Le condizioni del lavoro nero sono umilianti esono accettate perché non se ne può fare a meno.
Un emigrato non può criticare la propria condizione lavorativa: il fatto di ricevere uno stipendio, che confrontato con quello del paese nativo è una fortuna, è per lui una gran cosa.
Il lavoro nero rappresenta uno dei principali problemi dell’Italia, colpisce miliaia di uomini e donne nella loro sicurezza e nella loro dignità di lavoratori è un ritorno alla schiavitù! In che altro modo si possono definire i braccianti che vengono pagati poco e non hanno sicurezza al posto di lavoro, se non schiavi?
Questi lavoratori per difficoltà legate alla scarsa conoscenza della lingua e alla mancanza di formazione  sono quelli più esposti al rischio infortuni.
L’ immigrato è visto come un ladro di lavoro, ma a questo, regolare o meno, non può rinunciare.

 

NON SE NE PUO’ PIU’ FARE A MENONero è negativo,
lavoro nero richiama noi emigrati,
siamo visti perciò, come qualcosa di negativo.

Il sudore dello straniero mantiene una famiglia,
non può permettersi alcun malanno,
a differenza di chi è in regola.

Siamo visti come ladri di lavoro,
di un lavoro di cui non possiamo fare a meno.

I lavoratori in nero sono schiavi moderni,
sfruttati da uomini senza coscienza,
che vivono sul lavoro altrui.