Il lavoro bianco esiste?

Opere vincitrici del liceo Medi

IL LAVORO BIANCO ESISTE…?
kaur Harpreet , nata in India

Il lavoro nero purtroppo esiste in tutti paesi, in alcuni in modo più grave degli altri. Noi, tutti i giorni sentiamo parlare di bambini costretti a patire fin da piccoli, chi vagando per le strade, chi pulendo le macchine e chi sotto il sole in una fabbrica producendo magari delle scarpe. Io stessa ho visto bambini costretti a lavorare per poi avere alla sera almeno un pezzo di pane, bambini tra gli otto e i dodici anni che pulivano le strade, lavoravano nei campi o alcuni che vendevano pannocchie e alla sera non erano neanche sicuri di avere una piccola mancia.
Ancora peggiore è la situazione di quei bambini che sono costretti a maneggiare un’arma, loro che sono innocenti, che invece di giocare, ridere, imparare gli viene insegnata l’arte della guerra, loro che non potranno mai avere una fanciullezza, poter dire che anche io sono stato bambino, ma potranno affermare di essere stati dei soldati.
Spesso sono le famiglie più povere che non mandano i figli a scuola, quelle famiglie del terzo mondo che stentano a mettere il cibo in tavola, allora mandano i bambini gia in tenera età a lavorare ma non sanno che l’infanzia rubata non potrà essere più ridata e quella occasione di diventare qualcuno o qualcosa nella vita, ad essi non viene neanche mostrata.
Fin da piccoli vengono spinti a lavorare in condizioni pessime e coloro che gli assumono sono uomini crudeli che oltre la figura di un piccolo operaio non vedono il bambino che c’è in lui.
Tanti sono ancora i paesi dove ciò accade, dove i bambini non sono tutelati, quando questo mondo diventerà un posto che almeno ai bambini potrà garantire una vita migliore??
Il lavoro minorile esiste soprattutto nei paesi del terzo mondo; nei paesi occidentali vi sono molte leggi che proteggono i bambini per ciò il lavoro nero minorile è molto limitato.
Il lavoro nero non riguarda solo i bambini ma anche gli adulti. Negli ultimi anni si sta concentrando anche nei paesi più sviluppati come nell’UE; stranieri immigranti che senza permesso di soggiorno sono disposti a qualsiasi lavoro ed anche per una somma ridotta, lavori come nelle stalle, nella vendemmia dell’uva, nelle fabbriche dove se si fanno male non hanno neanche la garanzia sanitaria.
Il lavoro nero ormai riguarda tutto il mondo, nei paesi poveri soprattutto i bambini che vengono maltrattati e costretti a lavorare mentre nei paesi più ricchi riguarda per la maggior parte gli adulti stranieri, che lasciano il proprio paese in cerca di una vita migliore, non sapendo neanche a che cosa vanno incontro. Poi quando vengono qui sono costretti a lavorare in nero, a fare i lavori più pesanti anche se poi i cittadini di questi paesi dicono che gli hanno rubato i posti di lavoro, ma se poi sono loro a non voler far quei lavori.
In Italia vi è lavoro nero, immigranti che lavorano in fabbrica più di dieci ore e che poi vengono pagati poco ma questi non possono lamentarsi perché si accontentano anche di quel poco giusto per non essere rimandati al proprio paese se scoperti.
Io che vivo in Italia, ho visto che vi sono ancora grandi problemi tra i cittadini immigranti e gli italiani: c’è razzismo, diffidenza e cattiveria; non dico che tutti gli italiani siano così e neanche che tutti i stranieri siano bravi e rispettosi perché anche io ho incontrato persone poco per bene, però ci sono anche gli onesti, bisogna solo saper distinguere e non farsi un’idea in base a ciò che dicono gli altri.
Il lavoro bianco esiste??? In qualsiasi lavoro c’è un po’ di nero.
Vorrei poter dire che in quasi tutti paesi vi è lavoro bianco, che il lavoro nero riguarda solo pochi paesi, che ogni governo garantisce ai propri lavoratori diritti, ma non siamo ancora in quel tipo di mondo.
Il lavoro bianco, dove i lavoratori sono tutelati, hanno diritti, la garanzia sanitaria e uno stipendio garantito, esiste nei paesi dell’occidente, paesi nei quali si da la parola ai lavoratori, che possono scioperare, fare causa ai datori di lavoro.
Io penso di avere una visione un po’ pessimistica del mondo, nel quale non basta solo la bontà di una persona ma c’è bisogno che tutte le persone aprino il proprio cuore al prossimo. Viviamo in un mondo non di fratellanza ma di odio, non di pace ma di guerra, non di uguaglianza ma di razze ed è ora che il mondo cambi.
Se qualcuno mi chiedesse cosa è il lavoro nero per me, la prima cosa che penserei sarebbero i bambini che sono costretti a lavorare, a patire e vi sono pochi che accorrono alle loro grida. E se mi chiedessero cosa è il lavoro bianco risponderei che è limitato solo a quei paesi dell’occidente, e che poi sono questi stessi paesi che sfruttano quelli più poveri. Bisognerebbe aiutare il prossimo non sfruttarlo se no resterà sempre più indietro di noi.
Di una cosa sono felice però che almeno nel paese in cui vivo, gli stranieri in regola hanno pari diritti agli altri. Vorrei che così fosse anche nei paesi dove esiste il lavoro nero.
Chi sa che forse con l’impegno di tutti, non si possa creare un mondo migliore, dove tutti siano uguali e abbiano pari diritti e soprattutto che almeno ai bambini sia garantito il diritto di andare a scuola.
Io ho parlato molto del lavoro nero minorile che secondo me non dovrebbe esistere però dobbiamo anche ricordarci che questi bambini devono lavorare per la propria famiglia quindi se facessero una legge che punirebbe i datori di lavoro che assumono bambini, sarebbe anche giusta però quella famiglia che mangiava solo grazie alla fatica di quel piccolo operaio rimarrebbe senza, quindi sarebbe necessario emanare una legge che garantisse almeno il cibo a quelle famiglie che proprio non c’è l’ha fanno a procurarsi del cibo, mentre gli operai dovrebbero avere una garanzia sanitaria in caso di incidente al lavoro, un salario giusto per quel faticoso lavoro che fanno e i bambini se devono proprio essere assunti dovrebbero fare i lavori meno pesanti e prima di tutto dovrebbe essere loro dovere e diritto andare a scuola.
I bambini dell’occidente che hanno il dovere di andare a scuola a volte non capiscono questo bene prezioso quello di imparare, che magari i più poveri vorrebbero avere.
Anche quelle persone che non vorrebbero lavorare in nero sono costrette a farlo ciò è dettato dalle loro condizioni economiche, sono pronti a fare qualsiasi sacrificio pur di avere almeno una banconota in tasca. Quindi il lavoro bianco è un bene solo dei paesi più ricchi nei quali il lavoratore anche se in condizioni non benestanti può rivolgersi allo stato per fare causa.
In conclusione: il lavoro nero esiste in tutti i paesi ma vi sono diverse forme di lavoro nero, chi non lavora in regola e chi fa cose illegali ma tutte queste persone sono accomunate dalla necessità in cui si trovano. L’ingiustizia sta nel far lavorare anche i bambini che dovrebbero stare sui banchi di scuola ad imparare. Il lavoro bianco esiste nei paesi più sviluppati, nei quali i lavoratori sono tutelati da leggi.
La mia unica speranza è che questo mondo almeno in un lontano futuro possa ospitare persone di tutte le etnie, che tutti siano uguali davanti alla legge che anche in quei paesi dove esiste solo il lavoro nero possa esserci anche lavoro bianco con le giuste leggi che tutelino anche i bambini gli unici ad avere il diritto di avere una felice infanzia, giocando ed imparando.