Daniel e Ramona

Opere vincitrici del liceo Medi

DANIEL E RAMONA
Andrada-Alenka Motas, nata in Romania da genitori rumeni

Quando sono arrivata in Italia mi sono sempre chiesta come ci ero arrivata. Per alcuni la vita è solo un gioco ma per altri è un labirinto dove non si riesce mai ad andare avanti e dove ti giri intorno, senza mai trovare le risposte che cerchi. Quando penso alla vita, mi vengono in mente due persone molto speciali: Daniel e Ramona, due giovani di vent’anni, molto innamorati e sposati che volevano una vita migliore senza preoccuparsi di quello che ci sarà domani e che hanno affrontato tanti ostacoli per raggiungerla. Il 18 gennaio 2002, il giovane Daniel partì per l’Italia con lo scopo di trovare un lavoro serio e una nuova vita, mentre Ramona era rimasta in una piccola città nel nord-est della Romania, aspettando il ritorno di Daniel. Il 24 gennaio dello stesso anno, il giovane arrivò in Italia ma non aveva un posto dove dormire e non gli era rimasto niente da mangiare. Aveva soltanto 500€ ma non sapeva cosa farci. Restò a dormire fuori per una settimana intera, dopo di chè riuscì a trovare un amico che conosceva da tanto tempo e che era venuto con lo stesso scopo di Daniel. L’amico lo aiutò ma solo per un mese, giusto il tempo per trovare lavoro. Daniel si svegliava ogni mattina all’alba per cercare lavoro. Andò nei campi e anche nelle fabbriche ma nessuno lo voleva … altri giovani pensavano solo a divertirsi, mentre lui si addormentava disperato e pensava a quello che doveva mangiare il giorno seguente. Era per tutti un extracomunitario delinquente, venuto in Italia solo per creare problemi.
La maggioranza lo prendeva in giro per il suo modo di parlare l’italiano, ma lui taceva e continuava a sopportare.
Il suo amico riuscì a trovargli un lavoro in una fabbrica di demolizioni ma anche lì fu difficile parlare con il capo, perchè Daniel non aveva documenti e non era riconosciuto da nessuno. Il padrone accettò solo quando Daniel disse, con voce tremante, che voleva lavorare solo per 500€ al mese, anche se lo stipendio regolare era il doppio. Era disperato e accettò qualunque tipo di lavoro, senza discutere e senza rispondere agli insulti degli altri che svolgevano un “lavoro bianco”.
Era diventato uno straccio per tutti. Chiamava Ramona al telefono ogni fine settimana per dirle che stava bene e che le cose andavano bene, ma non le diceva mai la verità perchè non voleva farla preoccupare.
Due anni dopo il capo dell’impresa dove lavorava Daniel gli fece i documenti, così non lavorò più con la paura di essere preso dalla polizia perchè svolgeva un “lavoro nero”. Una volta avuti i documenti, cercò lavoro da un’altra parte e lo trovò in una azienda di trasporti come camionista. Piano piano riuscì a mettere da parte un po’ di soldi e a prendere una casetta in affitto.
Il 18 settembre 2004 Ramona andò da suo marito per vederlo. Le mancava tanto ed era dimagrita moltissimo. In fondo al cuore lei sapeva che a lui non andava tanto bene e decise di aiutarlo, ma la vita per loro diventò ancora più difficile perchè c’era una persona in più da mantenere, proprio perchè Ramona non aveva i documenti necessari per lavorare. Dopo un anno di lavoro, Daniel fece i documenti per sua moglie che così iniziò a lavorare. Ramona svolgeva lo stesso lavoro che faceva in Romania: l’infermiera. Diceva che era il suo mestiere preferito anche se richiedeva tante responsabilità. Al lavoro si trovava benissimo e gli anziani dell’ospedale le volevano bene perchè era molto brava a fare il suo lavoro e si comportava bene con tutti… dopotutto è sempre stata una donna gentile e amorevole.
I due innamorati hanno lavorato sodo per arrivare a una condizione sociale migliore e hanno vissuto per anni pensando ai loro genitori, che li aspettavano a casa, anche se Daniel e Ramona non tornarono mai più. In Italia trovarono una bella casa nuova, la comprarono a rate e con la loro grande fiducia sono riusciti a farsi rispettare e ammirare da tutti coloro che li prendevano in giro. Molte persone hanno ammirato il loro grande coraggio di andare avanti.
Questa non è una esperienza triste, è solo la realtà che tutti gli stranieri affrontano quando emigrano, nei paesi europei, per lavorare ma soprattutto per ottenere qualcosa di più dalla vita, qualcosa che non avrebbero mai potuto ottenere nel loro paese e per questo motivo dovrebbero essere ammirati, rispettati e apprezzati.
Ci sono persone che non avrebbero nemmeno pensato di affrontare tutti questi ostacoli per avere una vita migliore ma si sarebbero accontentate della misera vita che hanno sempre avuto, una vita senza speranza, dove solo chi ci tiene veramente ad andare avanti ci riesce. Questa storia è la prova che se si desidera una cosa con tutto il cuore, essa si può realizzare, basta crederci veramente.