Recensione di Famiglia Cristiana n.23/2004

CULTURA TERZAPAGINA
PREMI LETTERARI
FUGA DALL’INDIA
SOGNANDO MILANO
CONFLITTI GENERAZIONALI IN UNA FAMIGLIA DI IMMIGRATI NEL RACCONTO DELL’INDIANA WADIA.Anandita è una sedicenne sveglia, che vive a Milano e ha desideri normalissimi: andare in discoteca, farsi il piercing, avere un ragazzo. Ma soprattutto non vuole sembrare un’indiana, lei che è figlia di un’immigrato dall’India, diventato titolare di un’impresa di pulizie qui in Italia.
Sopra e a sinistra due scende di Sognando Beckham. Al centro del film il problema dell’integrazione degli immigrati. A destra Laila Wadia.
Attorno ad Anandita e alla sua famiglia ruota il divertente racconto Curry di pollo, con il quale Laila Wadia ha vinto a Mantova il concorso letterario “Eks&Tra”, che da dieci anni premia le migliori opere di immigrati in Italia. Il racconto è anche pubblicato nell’antologia La seconda pelle(Eks&Tra edizioni) e rappresenta il felice esordio di una giovane

 

Visualizza la fotografia dell’articolo di giornale

donna nata a Bombay e arrivata in Italia a vent’anni con una borsa di studio. <<Assaggiata la libertà dai vincoli familiari molto stretti e opprimenti in India, ho fatto di tutto per rimanere e mi sono iscritta alla Scuola per interpreti di Trieste>>, spiega, precisando cheCurry di pollo non è autobiografico, ma riflette bene il forte scontro generazionale nelle famiglie di immigrati dall’India: <<Credo che la mia generazione, quella dei trentenni, sia l’ultima a subire la volontà dei genitori: chi devi frequentare, sposare, come devi vestirti, parlare, pensare. Ormai c’è troppa pressione esterna, di media e pubblicità; ci sono anche molta più libertà e soldi. Tutto questo porta a volere l’emancipazione>>.
L’atmosfera umoristica e colorita del racconto richiama da vicino quella di un film di successo della passata stagione,Sognando Beckham, storia di un’adolescente indiana di seconda generazione in Inghilterra. Spiega Wadia:<< Il tono dolce-amaro riflette bene il mondo in cui vivono gli immigrati. Inoltre a noi indiani piace sdrammatizzare, ridere di noi stessi: altrimenti non si potrebbe vivere in un Paese così fortemente drammatico>>.
ROSSANA BIFFI

88 – famiglia cristiana n.23/2004